Nel quartiere difficile

Be my guest dell'islandese Elsa Yeoman arriva in Barriera di Milano

Uno dei manifesti ideato da Alessandri Bulgini in piazza Bottesini fino al 12 settembre

Be my guest dell'islandese Elsa Yeoman arriva in Barriera di Milano
Ufficio stampa
Be my guest di Elsa Yaoman

Nell’alternanza di immagini, forme e ispirazioni dei manifesti 6x3 metri in piazza Bottesini, il caldo mese di agosto accoglierà la stravaganza culinario-fotografica di Elsa Yeoman, artista, politica e cuoca.

Le dichiarazioni dell'artista

Sulla sua opera Elsa Yeoman dice: “Quello che faccio e penso è cibo. Amo tutto ciò che lo riguarda: il gusto, l'aspetto, il modo in cui fa sentire le persone. I miei lavori ruotano intorno al concetto di cibo e mi piace trovare modi interessanti per presentarlo agli ospiti, con colori, consistenza e colpi di scena divertenti. ‘Be my guest’ è un modo di dire che di solito si usa per dare, educatamente, il permesso a qualcuno di fare qualcosa. Quindi, creare qualcosa che per decenni ha avuto un certo aspetto e farlo sembrare completamente diverso è il mio obiettivo. Rompere le tradizioni e vedere la reazione delle persone è ciò che cerco. Prestare attenzione a come ci si sente quando si guarda il piatto. È sempre una questione di reazione. È stato lo scrittore Marco Gavio Apicio, il buongustaio romano del I secolo, a pronunciare la frase ‘Si mangia prima con gli occhi’. E credo che sia ancora vero, o che lo sia sempre stato. Il foraging - la ricerca di cibo nutriente - è una delle funzioni più importanti del cervello. E in noi esseri umani, questa attività si basa principalmente sulla vista.

Minare le certezze

L’artista opera in modo semplice ma efficace, partendo dal cibo, abbatte le frontiere date dalle consuetudini e dalle tradizioni. Un’opera che entra nella nostra quotidianità per scardinarne le certezze; minare le sicurezze prima di tutto visive ci predispone al “diverso”, perché i cambiamenti più profondi partono da ciò che ci è più vicino. “Quindi, accomodatevi pure e godete l’opera” – conclude l’artista.