Inquinamento, bocciata la sponda piemontese del Lago Maggiore

Legambiente pubblica i risultati della campagna "Goletta verde"

Inquinamento, bocciata la sponda piemontese del Lago Maggiore
Ansa
Un momento dell'iniziativa Goletta verde

C'è il Lago Maggiore, sponda piemontese, tra i bacini lacustri più inquinati d'Italia. E' uno dei risultati, tutt'altro che positivo, emersi delle campagne annuali Goletta verde e Goletta dei laghi. Le analisi, compiute da Legambiente dal 20 giugno al primo agosto scorsi, hanno certificato un'Italia "malata cronico" per "mala depurazione e scarichi abusivi" in mare e nei laghi, dove è risultato "fuorilegge" per presenza di batteri fecali il 32% dei 387 campioni di acque analizzate.

"Inquinato o fortemente inquinato" quasi un campione su tre prelevato e sottoposto ad analisi microbiologiche in 18 regioni e 37 laghi, con il 55% dei punti critici, spiega Legambiente, concentrato in foci di fiumi, canali e torrenti. 

Maglia nera a Lazio, Campania, e Calabria e Toscana ex equo per il maggior numero di punti di mare "inquinati" da batteri mentre le regioni più virtuose, senza punti inquinati, sono risultate Puglia, Veneto e Basilicata. 

Quanto ai laghi, sono risultati più inquinati il Lario in Lombardia, il Garda (sponda lombarda) e, come detto, il lago Maggiore (sponda piemontese). Le acque reflue non in regola costano care all'Italia: sono ancora quattro le procedure d'infrazione comunitarie attive, di cui due già sfociate in condanna, assegnate dall'Ue per inadempienza alla Direttiva sulle acque reflue" ricorda Legambiente nel sottolineare "il ritardo nel portare a termine i lavori necessari a uscirne, con costi stimati in ulteriori 500 milioni di euro per il periodo di non conformità 2018-2024. Cifra stimata non dissimile dalla quota di finanziamenti introdotta con il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che ammonta a 600 milioni di euro (2021-2026) per rendere più efficace la depurazione delle acque reflue scaricate nel mare e nelle acque interne".

"Se circa un terzo delle nostre analisi dà esito negativo ormai da diversi anni - rileva il responsabile scientifico di Legambiente, Andrea Minutolo - vuol dire che poco o nulla è stato fatto per uscire dall'emergenza depurativa. Un'emergenza cronica che ci costerà centinaia di milioni di euro nei prossimi anni, a causa del pagamento di multe che l'Europa non ci condonerà".

Intanto, a bordo delle Golette si è parlato anche di crisi climatica e sociale, caro bollette, conflitti e siccità. Legambiente auspica "politiche strutturali e soluzioni concrete che non lascino indietro nessuno" indicando l'eolico off-shore come "il futuro del nostro sistema energetico" e "la necessità di una gestione equa, sostenibile e razionale della risorsa idrica di fronte alla scarsità d'acqua".