Breve fuga

Evade dal carcere di Cuneo, preso in stazione. Rinviato il processo per direttissima

Come in un film, Daniele Bedini ha scavalcato il muro di cinta ed è fuggito, ma è stato subito catturato. Slitta la prima udienza. Ora si trova nel carcere cuneese di Cerialdo, dove era stato trasferito dopo aver già tentato l'evasione da La Spezia

Evade dal carcere di Cuneo, preso in stazione. Rinviato il processo per direttissima
Ansa
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E' stato rinviato al 19 agosto il processo per direttissima per evasione a Daniele Bedini, il falegname 32enne di Carrara accusato degli omicidi di Nevila Pjetri e Camilla Bertolotti, avvenuti a Marinella di Sarzana lo scorso giugno. L'uomo doveva essere processato dopo la fuga dal carcere di Cuneo avvenuta ieri durante l'ora d'aria, ma per l'assenza dei suoi avvocati di fiducia, il giudice ha deciso di rinviare al 19 agosto. La sua evasione era durata poco: tre carabinieri in borghese lo hanno bloccato su un treno alla stazione di Cuneo.

Il falegname si trova recluso nel carcere cuneese di Cerialdo, dove era stato trasferito dopo aver tentato l'evasione già una prima volta dal carcere della Spezia il 14 luglio scorso, dove stava scontando una pena di tre anni per una rapina e dove era recluso per i due omicidi. Ora si trova in regime di massima sorveglianza, guardato a vista.

In questo secondo tentativo di fuga, Daniele Bedini avrebbe scavalcato a mani nude la recinzione del cortile del passeggio, raggiunto il muro di cinta arrampicandosi sui condizionatori e sul tetto della palestra per poi, dopo essersi appeso ad un lampione, lanciarsi all'esterno della casa circondariale.

L'allarme è scattato immediatamente e la fuga non è durata molto. L'uomo è stato catturato dopo circa mezz'ora dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria. E' stato bloccato alla stazione, a bordo di un treno in partenza per Fossano. A riconoscerlo i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Cuneo, nonostante il tentativo dell'uomo di fornire false generalità. I militari, per i quali il Comando provinciale dell'Arma proporrà un encomio solenne, lo hanno poi riaccompagnato in carcere.  

L'evasione ha riacceso le polemiche sulla sicurezza della casa circondariale di Cuneo, dove sono reclusi anche detenuti in regime di 41 bis. Lo scorso 28 luglio le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria hanno incontrato il prefetto, Fabrizia Triolo, per denunciare le gravi criticità in tema di sicurezza e gestione interna del carcere.