L'attività sulla linea è tutt'ora sospesa

Cuneo-Mondovì, la ferrovia che attende il suo destino

Dieci anni fa l'ultimo treno ad aver solcato i 33 chilometri del percorso il cui futuro è ancora tutto da decidere.

I 33 chilometri della Cuneo-Mondovì, attivati nel 1888, per decenni sono stati un punto di riferimento sia per la popolazione locale sia per il traffico merci. Dieci anni fa la decisione da parte della Regione di interrompere il traffico ferroviario per sostituirlo con dei bus. A Cuneo si punta alla riattivazione, a confermarlo un'interpellanza. Così Claudio Bongiovanni, Consigliere Cuneo M.I.A: “La linea è stata inserita nelle linee turistiche della fondazione FS-RFI e nel giro di poco tempo potrebbe essere, anzi sarà, percorsa dai mezzi storici, passaggio che potrebbe essere propedeutico al trasporto pubblico perché è dotata dei sistema di sicurezza, di messa a terra e di esercizio, che possono essere riattivati”.

Una posizione non condivisa dal sindaco di Beinette, Lorenzo Busciglio, che assiste anno dopo anno alla rovina del percorso tra binari sformati dalla vegetazione nonostante la pulizia dello scorso anno e traversine di legno consumate, oltre alla distruzione della stazione a causa della mancata manutenzione. La sua proposta di trasformare il percorso in una pista ciclabile non ha avuto seguito: “Se ci fosse stato il beneplacito del Comune di Cuneo avremmo affidato ad un ingegnere di studiare una soluzione innovativa perché non ce ne sono o sono molto costose, di coprire i binari e anche preservarli con pietrisco usato per il sedime ferroviario e poi creare una base per stendere uno strato minimo d'asfalto per renderla fruibile”. 

La Cuneo-Mondovì al momento della chiusura offriva 16 corse al giorno con una media di 25 passeggeri a viaggio e 389 utenti. L'autobus, con 940 utenti quotidiani, un costo a passeggero sette volte inferiore al treno e una maggiore capillarità, sembra più indicato per le esigenze del territorio. La linea resta lì, a testimonianza del passato, in attesa di conoscere il suo destino.

Servizio di Maghdi Abo Abia, riprese di Guido Cravero, montaggio di Paolo Monchieri