Fusione nucleare

Italiano il neo direttore di Iter, è Pietro Barabaschi ingegnere genovese

Il progetto internazionale punta alla costruzione di un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale. In pratica il sogno di produrre energia pulita, sicura e virtualmente inesauribile.

Italiano il neo direttore di Iter, è Pietro Barabaschi ingegnere genovese
Iter
a destra Pietro Barabaschi, neo direttore Iter

Barabaschi, genovese, 56 anni. Laureato in ingegneria, ha sempre lavorato nel campo della ricerca sulla fusione nucleare. Suo campo di specializzazione lo sviluppo e la costruzione di infrastrutture di ricerca necessarie per compiere progressi in questo settore. Per lui un ruolo di grande responsabilità nella direzione di Iter progetto internazionale che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, in grado di produrre un plasma di fusione con più potenza rispetto alla potenza richiesta per riscaldare il plasma stesso. In pratica il sogno di produrre energia pulita, sicura e virtualmente inesauribile.

Lo scopo di iter è il raggiungimento di una reazione di fusione stabile (500 MW prodotti per una durata di circa 10 minuti), validando e, se possibile, incrementando le attuali conoscenze sulla fisica del plasma.

Nel corso della costruzione e dell'esercizio di ITER, saranno integrate e collaudate molte delle soluzioni tecnologiche nel campo della criogenia, della superconduttività e delle tecniche di vuoto spinto necessarie per il futuro prototipo di centrale elettrica a fusione, denominato DEMO.

Più di quaranta differenti sistemi di monitoraggio saranno installati all'interno di ITER per ottenere il maggior numero possibile di informazioni sul comportamento del plasma alle condizioni operative previste per la fusione nucleare. Si pensa che per il 2025 ci potrebbe essere l'ignizione del primo plasma