Un 2022 nero

Meno riso in Piemonte, perso fino al 75% del raccolto

Clima estremo e caro energia fanno crollare la produzione soprattutto nel basso novarese. Coldiretti: "No alla concorrenza sleale dall'Asia".

Nel basso novarese è iniziata la raccolta del riso. Siccità e nubifragi hanno devastato i campi con perdite del raccolto fino al 75 per cento. Una tempesta perfetta. Perché sugli eventi climatici estremi pesa anche il tragico scenario internazionale. Triplicato il costo dei concimi, raddoppiato quello dei carburanti.

Un 2022 nero. E pensare che il Piemonte è primo produttore in Europa con 8 milioni di quintali, 1.900 aziende e 117 mila ettari, molti adesso sterili. Gli agricoltori si trovano a scegliere chi far sopravvivere: una risaia piuttosto che un'altra, un campo di mais o uno di Carnaroli o Arborio. Una strage con danni per milioni di euro e devastante anche per l'occupazione di migliaia di famiglie.

In Conferenza Stato Regioni è arrivato intanto il via libera al decreto che stanzia 15 milioni di euro per i risicoltori italiani a parziale ristoro. Ma per sostenere il settore c'è anche da lavorare sugli accordi di filiera, secondo Coldiretti che spiega come sul riso italiano gravi la concorrenza sleale delle importazioni low cost dai paesi asiatici. Importazioni agevolate dall'Unione Europea nonostante non garantiscano gli stessi standard di sicurezza alimentare, ambientale e dei diritti dei lavoratori.

Montaggio di Davide Volpe
Intervista a Fabrizio Rizzotti, risicoltore di Vespolate