La tragedia di Stresa

Mottarone, la fune era danneggiata, la manutenzione carente

Le migliaia di pagine delle perizie iniziano a chiarire le responsabilità nella strage del Mottarone. Nessun tecnico dell'ustif presente al controllo del 2020.

Per i tre periti incaricati dal Gip di Verbania di leggere, tra i cavi spezzati della funivia del Mottarone, una causa e un perché, non ci sono dubbi.
Niente spazio per la fatalità o la sfortuna. Siamo di fronte, scrivono nelle loro conclusioni, a un caso di scuola. 


I fili della fune traente di una cabina, che cedono totalmente nel punto di attacco alla testa fusa. perché già da tempo in buona parte spezzati da fatica e corrosione. 
Sarebbe bastato un monitoraggio per capirlo.
Invece, annotano sempre i periti, le pagine dei controlli mensili a cura del capo servizio dell'impianto, sono rimaste più che frequentemente vuote.
Un quadro in cui sempre i periti segnalano il mancato intervento dei controllori dell'Ustif, l'autorità di sorveglianza, all'ispezione annuale del 2020.


Tra un mese la perizia sarà discussa nell'incidente probatorio. Con una mole di allegati, premesse, ricostruzioni tecniche e dettagli drammatici.
come quelli contenuti nella perizia informatica sui filmati e le tracce audio del circuito di sorveglianza. Due rumori sinistri, a distanza di pochi secondi, uditi a partire dalle dodici e trenta. Prodotti, quasi certamente, dal progressivo spezzarsi dei cavi della fune traente poco prima dell'arrivo in cima alla cabina. Fino al terzo rumore, più lungo, quello del definitivo collasso. 

 Servizio di Martino Villosio