A giugno accolte 13 persone, a luglio 15, ad agosto 23 e a settembre 30

Ad Asti i pakistani stazionano da 40 giorni fuori la questura

Ma per il questore i Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, sono pieni.

 Ad Asti i pakistani stazionano da 40 giorni fuori la questura
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immigrati fuori la questura di Asti

Da circa 40 giorni una decina di ragazzi di nazionalità pakistana sosta davanti alla Questura di Asti, nell'ormai vano tentativo di formulare la propria richiesta di asilo politico e di ottenere accoglienza presso le strutture adibite sul territorio. é quanto si legge dalla pagina social del laborotario autogestito La Miccia di Asti.

Il post

"Sono tutti reduci dalla rotta balcanica: un viaggio infernale della durata di mesi, dove hanno più volte messo a repentaglio la propria vita nell'attraversamento di quelle linee immaginarie che gli Stati tracciano sul territorio e che diventano qualcosa di reale solo attraverso la violenza poliziesca. Non possiedono nulla se non quel poco che sono riusciti a portarsi dietro e quello che riescono a recuperare dalla carità cittadina e dalla solidarietà di quelli che si sono avvicinati a loro. All'alba si presentano all'ingresso e ricevono sempre la stessa risposta: "non ci sono posti nei centri di accoglienza, non possiamo farvi entrare. I ragazzi aspettano pazienti e, passato mezzogiorno, si disperdono per la città, andando a dormire la notte nei parchi cittadini o temporaneamente da qualche connazionale solidale". 

Gli attivisti scrivono di essersi mobilitati portando generi di prima necessità e mettendo in contatto i richiedenti asilo con gli avvocati astigiani e dell'Associazione per gli Studi giuridici per l'immigrazione.

La Caritas da qualche giorno sta fornendo materiali di conforto e questa mattina il collettivo ha incontrato, insieme ai pakistani anche i giornalisti. "Vogliamo capire - hanno spiegato - se, oltre gli aiuti, è legale lasciare tanti giorni le persone in queste condizioni. Senza il riconoscimento non possono accedere al Servizio sanitario né al dormitorio che non permette l'accesso a chi non ha i documenti". 

La denuncia della situazione arriva alle autorità competenti.

La risposta del questore 

"Asti in questo momento accoglie 850 persone ed è la più accogliente del Piemonte - spiega il questore di Asti, Sebastiano Salvo. Ma la situazione per chi arriva dalle rotte balcaniche non è regolamentata come per chi sbarca in Sicilia. C'è un problema di saturazione nei Cas (Centri accoglienza straordinaria)".

Da giugno a settembre, secondo quanto riferisce, tanti richiedenti asilo sono stati sistemati e "chi sosta fuori dalla Questura non sono mai gli stessi". A giugno sono state accolte 13 persone, a luglio 15, ad agosto 23 e a settembre 30. "L'ufficio Immigrazione - aggiunge - ogni giorno parla con queste persone e si cerca di privilegiare chi è
arrivato prima. Questi ragazzi hanno la caratteristica di rifugiato, ma le procedure non sono veloci, anche perché i bandi delle Prefetture per i Cas vengono fatti una volta l'anno. Ci troviamo di fronte a esodi di massa per fame ed emergenza climatica - conclude - e Asti si muove nel rispetto delle regole ma si devono trovare anche risposte umanitarie. Il vescovo ha dato una risposta. Ma dobbiamo fare attenzione a non diventare calamita per tutto il nord".