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"Sospendo l'attività per non chiudere definitivamente". La scure delle bollette sui panettieri

Massimiliano Faccilongo chiude momentaneamente il suo negozio in Borgo San Paolo a Torino: insostenibili i costi dell'energia. Rincarate anche le materie prime. Le associazioni di categoria: "Subito aiuti per piccole e medie imprese".

"Sospendo l'attività per non chiudere definitivamente". La scure delle bollette sui panettieri
Tgr Piemonte
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È buio il laboratorio di Massimiliano Faccilongo, in Borgo San Paolo a Torino. Il profumo di pane nell'aria c'è ancora, ma da una settimana qui è tutto chiuso. Attività sospesa almeno per qualche mese: colpa delle bollette, troppo alte per far quadrare i conti. E così lui ha deciso di sospendere la partita Iva e tirare giù la serranda.

“La nostra è una piccola realtà, a conduzione familiare e con una dipendente sola - spiega Faccilongo -. La mia scelta è di chiudere adesso per non chiudere definitivamente. Spero di riaprire per i primi di dicembre, non ne sono proprio convinto ma la speranza è l'ultima a morire”.

Come tutti i settori che necessitano macchinari alimentati a corrente o gas, anche i panificatori sono alle prese con i costi dell'energia alle stelle. Che vanno ad aggiungersi ai rincari delle materie prime, farine in primis. “Le farine hanno cominciato ad aumentare già dalla fine dell'anno scorso, prima della guerra in Ucraina, quando il grano era diventato introvabile - dice Piero Rigucci, panettiere a Cuneo -. Ora le farine hanno preso un ricaro di 3-4 volte”. Stessa sorte per olio, burro e lievito. Rincari che si ripercuotono sul prezzo finale al cliente.

Le associazioni di categoria cercando di farsi sentire. Chiedono un tetto al prezzo del gas, un risultato che ad oggi appare lontano. E aiuti immediati. “Chiediamo aiuti per le piccole e medie imprese, perché questi aumenti vanno a impattare in primo luogo sull'occupazione e secondo luogo seguiranno ahimè delle chiusure, e non saranno poche”, spiega Vincenzo Pallonetto, presidente dei panificatori di Confartigianato Piemonte. Una prospettiva che per qualcuno, come per Massimiliano Faccilongo a Torino, è già una triste realtà.

Servizio di Manuela Gatti, montaggio di Paolo Monchieri