Il bene confiscato dedicato a Marcella Di Levrano

Dentro la villa del boss

Un simbolo della vittoria dello Stato contro le mafie. In quello che fu il nascondiglio del narcotrafficante Nicola Assisi siamo entrati con le telecamere. Qui oggi la cooperativa Anteo accoglie giovani, famiglie, disabili.

E' un simbolo della vittoria dello Stato contro le mafie la villa confiscata al narcotrafficante Nicola Assisi a San Giusto Canavese. Oggi in quello che fu il suo nascondiglio possiamo entrare con le telecamere

Nel 2018 la villa costruita coi soldi della droga fu liberata dai familiari del boss della 'ndrangheta poi arrestato in Brasile. Fallì il tentativo di qualcuno di farla saltare in aria per non vederla in mano alla collettività. Una bombola di gas fu trovata qui dove adesso brillano le parole di Marcella Di Levrano, testimone di giustizia uccisa dalla Sacra Corona Unita. Il bene, ora di tutti, è dedicato a lei

La cooperativa Anteo mette questi grandi spazi a disposizione dei giovani e di famiglie in difficoltà. Tutto è pronto anche per un progetto di accoglienza di persone disabili. Nel giardino si lavora agli ultimi ritocchi. Una rampa per il passaggio delle carrozzine lì dove le forze dell'ordine trovarono milioni di euro e decine di Rolex sottoterra. Una vittoria ottenuta col grosso aiuto di Libera che ammonisce: c'è ancora tanto da fare.

Le collusioni e l'inconsapevolezza, l'iter burocratico, le forze in campo, le occupazioni, i fondi, i mutui, il percorso è pieno di ostacoli che però non fanno arrendere chi combatte le mafie. 

Nel servizio le interviste a Dario Quesada, responsabile disabilità cooperativa Anteo; Maria Jose Fava, referente Libera Piemonte 

L'intervista integrale a Maria Jose Fava, referente Libera Piemonte