Gli amici si stringono attorno al dolore della madre

I funerali di Cristian e la colpa collettiva di una società malata

Le parole del prete dall'altare: "Non usate i social per far vedere che ci siete. Sappiamo che esistete. Date valore alla vostra vita". Le indagini vicine a una svolta.

I funerali di Cristian e la colpa collettiva di una società malata
Tgr
Cristian Martinelli

Si sta perdendo il valore della vita, ed è anche colpa nostra.

Le parole del diacono rimbombano nella chiesa parrocchiale di trino, dove si stanno svolgendo le esequie di Cristian Martinelli, il giovane quasi 35enne pestato a morte nei pressi della stazione di casale monferrato da un gruppo di giovanissimi e morto dopo giorni di agonia per le ferite riportate in un letto di ospedale nel reparto di rianimazione ad Alessandria.

La famiglia che aveva chiesto che per ricordarlo non venissero inviati fiori ma fatte opere di bene continua a chiedere giustizia.  L'ha chiesta la sorella. La chiede la madre, mai lasciata sola dagli amici che numerosi sono arrivati per salutarlo.

"Questa morte ci deve servire da insegnamento - ha detto il prete- . La violenza non ha alcun senso. Non usate i social per far vedere che ci siete. Sappiamo che esistete. Date valore alla vostra vita».

Il pensiero, ascoltandole, non può non andare agli Iron hands, un gruppo di giovanissimi, che,  secondo molti, si sarebbero vantati del pestaggio e su cui starebbero convergendo le indagini.

L'ipotesi seguita dai carabinieri è che Martinelli sia stato aggredito dalla gang tra i componenti ci sarebbe anche il ventenne moldavo finito in custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale.
 

servizio di maria Valeria vendemmia

montaggio di Gianluca Omaggio