L'indagine congiunturale sulle previsioni di 1300 imprese

Cala la fiducia delle imprese piemontesi verso il futuro

Peggiora la redditività per le aziende piemontesi ma gli ordini restano numerosi. Stabile il ricorso alla Cassa Integrazione.

Cala la fiducia delle imprese piemontesi verso il futuro
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Un operaio al lavoro

Futuro difficile ma non a tinte totalmente fosche per le imprese del capoluogo e della Regione. Secondo l'indagine congiunturale realizzata dall'Unione Industriali Torino e Confindustria Piemonte rispetto a giugno c'è un calo di circa 10 punti degli indicatori su produzione ed ordini. Il saldo tra previsioni di aumento e riduzione si mantiene intorno al livello di equilibrio. 

Il tasso di utilizzo degli impianti resta su livelli molto elevati, superiori alla media di lungo periodo e rimangono positive le previsioni sull'occupazione; aumenta di poco il ricorso alla cassa integrazione. Sono stabili gli investimenti e le condizioni di pagamento, mentre continua a peggiorare, in misura molto marcata, la redditività; le imprese sono strette tra costi in crescita, energia ma non solo, e impossibilità di scaricare gli aumenti sui clienti.   

"Stiamo vivendo una fase di eccezionale incertezza, ma non bisogna tuttavia abbandonarsi all'inerzia o al fatalismo. L'Unione Industriali Torino ha scelto di non restare passiva né di limitarsi a invocare sussidi e aiuti" spiega il presidente Giorgio Marsiaj. "L'indagine congiunturale disegna uno scenario, pur nel maggiore periodo di incertezza da 15 anni a questa parte, di cauto ottimismo della ragione, che si basa sul portafoglio ordini, la volontà e la capacità delle nostre aziende di lavorare nel presente con una visione, che definirei di scala superiore" commenta Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte.