Inchiesta Juve, la Procura della Figc chiede i nuovi atti ai pm torinesi

Giuseppe Chinè ha richiesto alla Procura di Torino i testi ma trasmessigli che hanno portato agli avvisi di garanzia

Un nuovo faro sulle plusvalenze e sui bilanci della Juventus. Lo accende la Procura della Figc, che ha chiesto ai magistrati torinesi i nuovi atti emersi alla chiusura delle indagini preliminari nell'ambito dell'inchiesta “Prisma”. Sono attualmente sedici gli indagati, compresa la Juventus come società, Andrea Agnelli e i massimi dirigenti del club, da Pavel Nedved a Maurizio Arrivabene. Sul tavolo dell'accusa ci sono ipotesi di reato di falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato. 

Sul fronte della giustizia sportiva, lo scorso aprile il tribunale federale ha prosciolto 11 società e 59 dirigenti che erano stati deferiti dalla procura per presunte plusvalenze fittizie, decisione poi confermata a maggio in secondo grado dalla corte federale d'Appello.

Il racconto della giornata

Tutti convocati. Dirigenza, personale del club, staff tecnici di prima squadra e giovanili. Compreso Massimiliano Allegri. Tutti insieme, per ascoltare dalla viva voce di Andrea Agnelli rassicurazioni sul futuro della società, dopo l'eliminazione in Champions e lo stillicidio quotidiano di notizie riguardanti l'inchiesta Prisma sui bilanci della società.

Tutti uniti in uno dei momenti più difficili della storia del club bianconero. Alla riunione presenti anche gli avvocati, che hanno spiegato i motivi per cui la Juventus ritiene di aver agito nel totale rispetto della legge: in sostanza, legalità delle plusvalenze, come già stabilito dalla giustizia sportiva; e gestione delle manovre stipendi strettamente connessa all'evoluzione di un evento eccezionale come la pandemia. 

Gli ultimi tasselli, i contenuti di un'intercettazione ambientale, in cui il DS Cherubini, sulle plusvalenze, si lascerebbe andare a un "Fortuna che ci siamo fermati". E una chat in cui Giorgio Chiellini rassicurerebbe i compagni in merito agli stipendi dilazionati e non cancellati: "Ragazzi, tranquilli, vado dal presidente e firmo una scrittura a garanzia".

Tutto questo mentre, anche sul campo, il piatto piange. E Massimiliano Allegri, stavolta, pare davvero a rischio. Max ha quattro partite per provare almeno a raddrizzare il campionato: Lecce, Inter, Verona e Lazio. Più la qualificazione in Europa League. E tra giovani a mercato, a gennaio, potrebbe arrivare la rivoluzione.