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L'inventore del microprocessore: "I robot non saranno mai coscienti come noi"

Federico Faggin: "La coscienza è una proprietà che emerge dalla fisica quantistica e non può appartenere ad una macchina".

L'inventore del microprocessore: "I robot non saranno mai coscienti come noi"
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Federico Faggin

I robot non possono avere gusti né sensazioni e perciò, nonostante tutta la loro intelligenza artificiale, non potranno mai essere coscienti nei termini in cui lo sono gli esseri umani. A lanciare un guanto di sfida a chi crede il contrario è un peso massimo nel mondo dei computer: Federico Faggin, l'inventore del microprocessore. Suo infatti fu lo sviluppo negli anni '70, quando lavorava in California alla Intel, del primo microprocessore al mondo, il 4004, e poi, con una sua startup, dello storico Z80. E ora dice: “I computer possono manipolare i simboli ma per loro resteranno sempre simboli, senza significato”.

Per lanciare il suo messaggio, Faggin ha appena dato alle stampe un libro dall'evocativo titolo “Irriducibile”, proprio per dire che l'essere umano non è riducibile a una macchina. Ma il suo ragionamento è molto più ampio e parte dalla fisica  quantistica. In particolare dal noto principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo il quale non è possibile conoscere contemporaneamente la posizione e la velocità  di una particella. Si tratta, dice Faggin, di una informazione a uso interno, esattamente come le sensazioni umane non sono conoscibili da altri che non da se stessi.

Montaggio di Cristiano Gaviglio

 

L'intervista integrale