Produzione industriale in frenata ma comunque positiva

Cala la fiducia delle imprese piemontesi

Numerose incognite pesano sul futuro.

Cala la fiducia delle imprese piemontesi
Ansa
Caro scuola e caro energia: lo stabilimento Carioca di Torino La produzione dei pennarelli nello stabilimento Carioca ha visto un aumento dei costi cinque volte superiore all'anno scorso. Settimo Torinese

Resta positivo il quadro congiunturale complessivo dell’industria manifatturiera piemontese, ma cala la fiducia sul futuro, a causa del caro bollette. Dopo il +5,2% registrato nel I trimestre 2022, le incertezze e le difficoltà generate dalla congiuntura internazionale cominciano a frenare il ritmo espansivo del tessuto manifatturiero piemontese. Nel II trimestre, infatti, aprile giugno 2022, la variazione tendenziale della produzione industriale si è attestata al +3,8%. Un risultato accompagnato da un incremento degli ordinativi provenienti dal mercato interno (+3,9%) e da una forte espansione di quelli esteri (+44,4%), sostenuti dalla performance del comparto aerospaziale. Il fatturato totale ha segnato un +6,1% e la componente estera ha mostrato un aumento del 3,2%.

 La tenuta dell’attività produttiva delle imprese piemontesi viene confermata anche dal grado di utilizzo degli impianti (69,8%) che, pur subendo un leggero rallentamento, si mantiene su livelli pre-pandemici, già riconquistati a fine 2021.

 Tutti i principali settori della manifattura regionale hanno esibito nel II trimestre 2022 una crescita della produzione industriale, ad eccezione dei mezzi di trasporto.

Dopo il ritardo nella ripresa dalla crisi, la performance più intensa è stata quella della filiera tessile, che ha evidenziato un aumento della produzione dell’8,9%. Al secondo posto per intensità d’incremento della produzione si trova il comparto dell’elettricità ed elettronica e la filiera alimentare, entrambi con una crescita del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Evidenziano una variazione superiore alla media regionale del periodo anche la meccanica (+4,3%) e le industria del legno e del mobile (+4,0%).  Le aziende della chimica/plastica segnano un incremento della produzione del 2,9%, le industrie dei metalli seguono con un +2,0%

Appare evidente un rallentamento nei principali indicatori che rimangono tuttavia positivi, testimoniando la forza del sistema manifatturiero regionale e la sua capacità di adattarsi agli ormai frequenti shock esterni.

La produzione industriale per provincia.

Biella segna la crescita più elevata (+9,4%), risultato imputabile alla ripresa della produzione delle
industrie del tessile e abbigliamento, in particolare quelle che producono filati e tessuti.

Ad Alessandria il rilancio produttivo si attesta al +5,6%, grazie alle industrie alimentari e a quelle orafe. Nel Verbano Cusio Ossola l’aumento della produzione (+4,8%) viene sostenuto dall’ottimo andamento della filiera tessile e dal comparto della rubinetteria e del valvolame. Vercelli registra un +4,4%, grazie alla chimica e alla metalmeccanica, settore che traina anche la crescita complessiva di Asti (+4,2%). Torino chiude il II trimestre 2022 con un incremento della produzione del 3,4%, frutto di una crescita superiore alla media dell’elettricità e dell’elettronica, della chimica e dell’alimentare che contrastano la sostanziale stabilità manifestata a livello produttivo dai mezzi di trasporto. Cuneo (+3,3%), penalizzata dal risultato dei mezzi trasporto e Novara (+2,2%) da quello della chimica mostrano gli incrementi meno intensi.

Sintesi

Le aspettative degli imprenditori piemontesi si fanno più caute confermando la preoccupazione rispetto al futuro di breve periodo su cui pesano numerose incognite, in primis le forniture di gas e il prezzo dell'energia. Ne consegue una riduzione del clima di fiducia complessivo che passa dal 103,1 registrato nel I trimestre 2022 al 87,3 attuale. In particolare, grava sul peggioramento delle aspettative la previsione relativa al fatturato e quella sulla produzione; tengono meglio le aspettative sugli ordini complessivi.