Pesano gli effetti delle mancate precipitazioni

Siccità, i laghi alpini continuano ad avere sete

Le riserve idriche stoccate del Lago Maggiore arrivano al 19 per cento della capacità.

Siccità, i laghi alpini continuano ad avere sete
Ansa
Il Lago Maggiore

I laghi alpini hanno ancora sete. E' l'allarme lanciato dall'Osservatorio dell'Autorità distrettuale del Po. Le riserve idriche stoccate sono pesantemente sottodimensionate rispetto alle necessità. 

La capacità di stoccaggio del Lago Maggiore è soddisfatta solo al 19 per cento. Scende al 9 per cento il Lago di Como. All'8 per cento il Lago d'Iseo-d'Idro. Situazione migliore per il Lago di Garda, arrivato al 22 per cento. 

Proprio in Lombardia in questo periodo dell'anno la somma delle quantità complessive contenute nei laghi solitamente si aggira attorno ai 550 milioni di metri cubi invasati, mentre oggi se ne registrano solo 169.

L'Associazione Nazionale Consorzi Gestione e tutela del territorio ed acque irrigue, Anbi, aggiunge che l'assenza di precipitazioni porta ad un ritardo nel riequilibrio del deficit idrico dopo la siccità estiva. Secondo l'Anbi la percezione dell’alto pericolo idraulico si ha evidente osservando la condizione del Piemonte dove, ad una timida ripresa della Stura di Lanzo (risalita a 9,5 metri cubi al secondo ma l’anno scorso era mc/s 18 e nel 2020 era mc/s 23) , si contrappone la persistente asciutta di corsi d’acqua, temuti per il regime torrentizio ad alto rischio come la Bormida e l’Orba. Nella confinante Valle d’Aosta, dove le precipitazioni settembrine sono state inferiori alla media, si sono dimezzate le portate della Dora Baltea.