Lo striscione con la scritta "Fermiamo la strage. Basta morti sul lavoro"

A Torino sindacati in piazza: "Fermiamo la strage dei morti sul lavoro"

Sciopero di Cgil, Cisl e Uil con presidio in via Genova, dove a dicembre dello scorso anno crollò una gru causando tre morti

A Torino sindacati in piazza: "Fermiamo la strage dei morti sul lavoro"
Ansa
Il presidio dei sindacati in via Genova

Qualche centinaio di lavoratori ha partecipato al presidio in via Genova 116, a Torino, dove dieci mesi fa nel crollo di una gru morirono tre operai, per chiedere più sicurezza sul lavoro. Sul palco,  dove intervengono i segretari generali di Cgil, Cisl e UIl, Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco, Gianni Cortese e i rappresentanti delle categorie territoriali, lo striscione con il casco giallo e la scritta “Fermiamo la strage. Basta morti sul lavoro”. La protesta è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil di Torino nell'ambito della settimana di mobilitazione nazionale con assemblee e volantinaggi. Nella Città Metropolitana sono state indette quattro ore di sciopero.

"La vita viene prima di tutto. La salute e sicurezza non sono un optional, ma diritti che vanno salvaguardati e garantiti a tutti. La strage delle morti bianche, nonostante le nostre battaglie e i continui richiami a fare di più, continua in ogni territorio, in ogni settore: dall'edilizia all'agricoltura, dalla manifattura alla logistica. A morire sono anche giovani, spesso minorenni, impegnati nell'alternanza scuola-lavoro. Il lavoro non può trasformarsi in morte, il lavoro deve essere vita e dignità",  ha detto Lo Bianco (Cisl), che ha ricordato anche la strage della Thyssenkrupp del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita sette lavoratori.

"Bisogna affrontare il tema della precarietà, che aumenta il rischio di infortuni sul lavoro, anche a causa della carenza di formazione e informazione. La formazione deve coinvolgere anche i datori di lavoro. La frenesia di realizzare utili non deve compromettere la sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre intervenire sulla previdenza, affinché i più anziani non svolgano compiti a rischio, tenendo conto che solo nei primi 8 mesi dell'anno, oltre ai morti sul lavoro, le mattine professionali sono aumentate del 7,9 per cento", ha sottolineato Cortese (Uil)

"Torino è stata segnata da gravissimi incidenti mortali - ha affermato Valfrè (Cgil) -  ma ci sono anche tantissime persone che hanno perso la vita andando al lavoro, o hanno gravissime invalidità da malattie professionali. Non è più il tempo di scrivere comunicati o di limitarsi a esprimere solidarietà alle famiglie. Dobbiamo fare un salto di qualità, essere più presenti anche nei luoghi di lavoro più piccoli. Lo Stato deve fare più controlli, ispezioni, formazione a partire dalla scuola".