I dati della Camera di Commercio di Torino

26.000 posti di lavoro in pericolo nell'automotive entro il 2035

In Italia oltre il 70 per cento delle aziende di settore lavorano con motori benzina o diesel, messi al bando dall'Ue entro il 2035.

26.000 posti di lavoro in pericolo nell'automotive entro il 2035
Tgr Piemonte
Un lavoratore di Stellantis a Mirafiori

Nonostante il mondo dell'automobile guardi al futuro con l'auto elettrica, la filiera rimane ancorata al passato, al motore termico, alla storia. Secondo l'analisi elaborata da Camera di Commercio di Torino e Anfia il 73,8 per cento delle aziende del settore lavorano ancora su motori benzina e diesel. Il 37,6 per cento si concentrano sui motori elettrici o ibridi, il 20,6 per cento sulle fuel cells. 

Il problema riguarda le aziende legate al motore termico. Con il bando ai motori diesel e benzina deciso dall'Unione Europea a partire da 2035 sono in pericolo i 26 mila addetti impegnati nell'ambito della propulsione a combustione interna. Per loro, soprattutto, bisogna ricostruire il futuro all'interno di una filiera in sofferenza globale: nel mondo quest'anno si dovrebbero vendere 80 milioni di di veicoli, erano 98 milioni nel 2017.

C'è un interesse per l'elettrico ma la crescita è ancora limitata. Nell'ultimo triennio il settore del powertrain elettrico è crsciuto dal 27,1 al 29,4 per cento; dal 26,7 al 30,3 per cento la crescita del powertrain ibrido.

In questo scenario, la nascita di Stellantis viene vista come un'opportunita' dal 66 per cento delle imprese anche se il 60 per cento dei ricavi delle azende della filiera dell'automobile non arrivano da Stellantis, come delineato dall'analisi condotta dall''Osservatorio sulla componentistica automotive italiana della Camera di Commercio di Torino. 

Nel 2021 il 72,9% delle imprese ha Stellantis nel portafoglio clienti, l'80,6% in Piemonte. Cala nell'ultimo anno la quota di fatturato grenerato dalle vendite a Stellantis dal 41,7 per cento del 2020 al 40,7 per cento del 2021 nel nostro Paese. Registrato invece un aumento in Piemonte di oltre due punti percentuali, dal 47,4% del 2020 al 49,6%. Vale invece il 59,3% l'incidenza del fatturato proveniente da altri costruttori, soprattutto tedeschi, francesi (escluso Stellantis) e americani. Di minor rilevanza il rapporto con le case asiatiche. 

Le imprese della filiera italiana dell'automotive sono oltre 2200, con  oltre 168.000 addetti, numero stabile rispetto al 2020 e un fatturato netto nel 2021 pari a 54,3 miliardi di euro, in crescita del 16,7%  La variazione positiva del fatturato automotive ha interessato tutti i segmenti della filiera, con risultati migliori per i subfornitori (+25,6%). Il Piemonte mantiene il primato nazionale per numero di imprese (33,3%) - seguito da Lombardia (27%), Emilia-Romagna (10,4%) e Veneto (8,8%) - con un fatturato generato dalla componentistica nel 2021 pari a 17,6 miliardi
(32,5% del totale nazionale) e oltre 58.600 addetti (34,9%).

Le imprese che hanno investito nel 2021 in Ricerca e Sviluppo sono il 67%, in progressivo calo nel triennio. Quanto alle misure di sostegno alla filiera automotive le imprese chiedono soprattutto iniziative dirette al contenimento dei costi dell'energia elettrica (l'82 per cento), progetti di digitalizzazione e innovazione (71%), nonché gli interventi specifici diretti a R&S (67%). Per il 53% permane la necessità di incentivi alle immatricolazioni per supportare la domanda, il 43% chiede incentivi per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche.