La data era stata posticipata due volte

Calano le temperature, riscaldamenti accesi in tutto il Piemonte

Il sindaco di Torino Lo Russo. "E' previsto un abbassamento significativo". Commento anche su Iren, per il primo cittadino "non ha speculato sulla crisi energetica"

Calano le temperature, riscaldamenti accesi in tutto il Piemonte
TGR Piemonte
A Torino si accendono i termosifoni

La routine di tante stagioni, che diventa la notizia, nell'autunno caldo delle bollette e di un ottobre mai tanto mite. Con l'arrivo di novembre, però, il freddo non dovrebbe più farsi attendere e così la data del 3 novembre viene confermata dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo come quella dell'accensione dei riscaldamenti. “Le previsioni meteo non mi inducono a cambiare l'ordinanza”, ha spiegato il primo cittadino, “è previsto un abbassamento significativo delle temperature”. Quindi si parte, davvero, le mani su termostati e valvole pronte a un gesto che sa di spartiacque. Con il caro bollette incombere sullo sfondo. La data di accensione era già stata posticipata dal Comune di Torino con un'ordinanza prima al 29 ottobre e successivamente al 3 novembre per le alte temperature. 

Lo spostamento al 3 novembre, salvo che per alcune tipologie di edifici tra cui scuole, ospedali, case di cura, case protette etc., era stato preso anche da altre amministrazioni in Piemonte tra cui Alessandria, Alba, Chivasso e Moncalieri. Il brusco calo delle temperature atteso in Piemonte non ha prodotto, a quanto finora appurato dalla nostra redazioni, ulteriori proroghe. 

Nella giornata in cui, in consiglio comunale a Torino, lo stesso sindaco Lo Russo è stato sollecitato a intervenire per comunicazioni dalla consigliera di FdI Paola Ambrogio in merito all'azione dell'Antitrust verso Iren "per le modifiche unilaterali ai prezzi di fornitura di gas e luce".  “L'Antitrust sta facendo una attività di ricognizione su numerose società tra cui Iren”, la replica del sindaco, “ha espresso alcuni rilievi, Iren ha controdedotto, attendiamo di vedere l'esito”.  “La situazione complessiva dei rincari energetici è critica” ha però aggiunto anche Lo Russo, “ma è evidente che Iren non ha speculato sulla crisi energetica e dalle mie informazioni non risultano anomalie rilevanti che attestino extraprofitti”.