Il delitto

Omicidio di Canelli: "Il padre ha tentato il suicido dopo aver ucciso il figlio"

Pietro Pesce si è presentato all'interrogatorio di garanzia con evidenti fasciature alle mani. Poi è stato trasferito in ospedale. Convalidato il fermo

Omicidio di Canelli: "Il padre ha tentato il suicido dopo aver ucciso il figlio"
Tgr Piemonte
Valerio Pesce è stato ucciso dal padre a Canelli

"E' un dramma familiare quello che si è consumato nella famiglia di Canelli". Per descrivere l'accaduto non si può prescindere dalle parole del legale di Piero Pesce, l'uomo di 61 anni accusato di omicidio volontario del figlio Valerio, 28 anni, mercoledì scorso.

Dopo essersi riservato di decidere, nel pomeriggio è arrivata il verdetto del gip, che ha convalidato l'arresto di Piero Pesce, disponendone la misura cautelare in carcere. Anche se gli avvocati avevano chiesto fosse applicata nei suoi confronti una misura cautelare adeguata al suo stato psicofisico che, sostengono, non sarebbe compatibile con la detenzione in carcere.

Dopo aver ucciso il figlio, infatti, ha cercato di togliersi la vita: per questo era stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Asti. E per questo è apparso con le mani fasciate davanti al magistrato. 

Valerio non stava bene, soffriva di depressione, ai conoscenti aveva detto avesse un "esaurimento nervoso". Sette anni fa la morte della mamma lo aveva segnato, quest'estate la perdita del nonno paterno.