"Ch'a staga bìn!", il Papa ad Asti nella terra delle radici

La messa in cattedrale, il pranzo con i parenti, i bagni di folla: la giornata astigiana di Francesco, tra richiamo alle radici e appello alla responsabilità.

"Ch'a staga bìn!", "State bene!". Parole semplici che valgono più di un saluto. Il ritorno alla lingua delle origini per dare corpo al significato di questa due giorni. “Sono tornato per gustare il sapore della radici”, dice il Papa durante la messa in Cattedrale. Quello che ha fatto incontrando i parenti di Portacomaro e Tigliole, ma anche ad Asti domenica: il giro in papamobile, la cittadinanza onoraria conferita dal consiglio comunale, l'omelia nel segno di un Dio dalle braccia aperte, chiave per superare ogni forma di indifferenza. E ancora, la difesa della pace, l'appello ai giovani a cambiare il mondo senza essere schiavi di un cellulare. Il pranzo cucinato da una ragazza nigeriana salvata dalla tratta. Lo stile di un papa che parla anche con i gesti. 

 

Durante la messa in cattedrale, Stefano Accornero, seminarista astigiano di 24 anni, ha ricevuto il ministero dell'accolitato, uno dei passaggi di avvicinamento al sacerdozio. Una gioia nella gioia averlo ricevuto dalle mani del Papa. Le sue emozioni raccolte da Manuela Gatti. 

Il saluto e la partenza di Francesco (Servizio di Silvia Bacci con interviste al sindaco e al vescovo di Asti, Maurizio Rasero e Marco Prastaro)