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"Donne parlatene, solo così la scia rossa dei femminicidi potrà assottigliarsi"

Nella settimana dedicata alla violenza di genere, l'appello di forze dell'ordine e istituzioni all'attenzione collettiva che diventa rete e salva le potenziali vittime

“E' con con la prevenzione che si può limitare e tenere sotto controllo il fenomeno e anche insegnare alle giovani generazioni quali sono i modi di comportarsi, come gestire rabbia a e altri sentimenti negativi.”  

Parlarne perché solo così la scia rossa di femminicidi e brutalità potrà assottigliarsi.  La quantità di iniziative per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è l'indicatore del cambio di passo, di una sensibilità mutata. Prevenzione vuol dire anche prontezza di riflessi e lavoro di squadra con corsi di formazione non solo giuridica ma anche psicologica.

"Il medico che visita una donna e si accorge di segni sul corpo, di lividi che può capire che non sono lividi dovuti a una caduta accidentale ma a percosse o lesioni e che quindi poi stilerà in un certo modo il referto medico che giunge alle forze di polizia, oppure anche un'insegnante che raccoglie delle confidenze dei ragazzi e che deve di certi segnali senza per altro tradire la fiducia del ragazzo che magari si è rivolto a lei..."

Un'attenzione collettiva che diventa rete e salva le potenziali vittime. Il 2022 rispetto al 2019 anno pre-pandemia registra un otto per cento di denunce in più per reati di genere. Il segno che l'invito delle istituzioni ad aprirsi e vincere lo sbagliato senso di vergogna viene raccolto. La Questura ha anche firmato un protocollo d'intesa con le associazioni che si occupano di recupero dei maltrattanti, l'altra faccia della medaglia.

“Stasera illuminiamo la questura di Torino per cinque sere consecutive di arancione che è il colore contro la violenza e in questo modo aderiamo a una campagna internazionale, e poi avremo anche altre iniziative. Tanti i punti informativi, dal mercato di Corso Brunelleschi al Politecnico di Torino, all'ospedale Sant'Anna.”

Nel servizio l'intervista a Barbara De Toma, dirigente divisione anticrimine della Questura di Torino