Carcere di Ivrea

"Gli agenti sono le vere vittime", l'intervista all'avvocato difensore Spaziante

"I miei assistiti sono stati perquisiti alle tre di notte: è stato traumatizzante". "Confidano nella magistratura e chiedono che la giustizia sia piena e rapida"

"Gli agenti sono le vere vittime", l'intervista all'avvocato difensore Spaziante
Tgr Piemonte
L'avvocato Celere Spaziante

“Ricordiamo che sono tutte persone che indossano una divisa e che tutti i giorni difendono lo stato nel loro corpo di appartenenza e certamente l'accesso alle tre del mattino nelle loro rispettive abitazioni con i familiari è stato a dir poco traumatizzante”.

Perquisiti in casa loro perché potrebbero dover rispondere dell'accusa di tortura con l'aggravante di essere pubblici ufficiali. L'avvocato Celere Spaziante rappresenta 15 agenti di polizia penitenziaria indagati per le presunte violenze compiute per anni nel carcere di Ivrea. Le violenze sarebbero state psicologiche e fisiche, comprovate da certificati medici.

“Parlo per bocca dei miei assistiti: neghiamo l'esistenza di un sistema violenza all'interno del carcere di Ivrea. E' vero che c'è un certificato medico, è altrettanto vero che vanno approfondite le ragioni e le modalità con cui è avvenuta una lesione sul corpo di una persona. Ci sono tantissimi episodi di violenza che hanno visto coinvolti anche gli agenti di polizia penitenziaria come vittima. Anche queste sono refertate”.

Attualmente gli agenti, così come gli altri indagati tra medici, funzionari ed ex direttori del carcere, non hanno subito alcun provvedimento disciplinare. Secondo l'avvocato questa è una prova che non sono dei mostri.

Gli agenti indagati confidano nella magistratura, chiedono che sia fatta piena giustizia. E rapidamente. Perché il procedimento penale è un'esperienza provante, a maggior ragione se vissuto da servitori dello Stato.