Fra le accuse la violenza privata

Impedirono il volantinaggio agli studenti del Fuan, la procura chiede 33 condanne

A processo gli antagonisti protagonisti degli scontri al campus Einaudi di Torino il 13 e il 14 febbraio 2020

Era il 13 febbraio 2020 e al Campus Einaudi andava in scena un convegno dal titolo "Fascismo, colonialismo e foibe", organizzato da alcune sezioni dell'Anpi del torinese. Gli studenti del Fuan, organizzazione universitaria di estrema destra, avevano distribuito volantini fuori dal campus per protestare contro quell'appuntamento e, secondo le ricostruzione degli inquirenti, alcuni militanti dell'opposta fazione erano passati allo scontro, andato avanti anche con un corteo il giorno successivo.

Tafferugli e lanci di cassonetti contro la polizia intervenuta per ristabilire l'ordine pubblico. Risultato: tredici persone ferite, fra agenti e guardie giurate, un'auto delle forze dell'ordine accerchiata e danneggiata, l'aula Borsellino, assegnata dall'Università proprio al Fuan, saccheggiata e devastata.

Il pubblico ministero ha chiesto condanne per i 33 imputati, attivisti dell'area antagonista e anarchica, che vanno da 4 mesi a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Le accuse, a vario titolo, sono di violenza privata, resistenza, danneggiamento, invasione di pubblici edifici, rapina. Per la procura, che ha coordinato l'inchiesta della Digos della questura, a organizzare l'attacco sarebbero state alcune figure di spicco del centro sociale Askatasuna.

Servizio di Marzia De Giuli