Arte e musica nel cuneese

La luce del tormento di Caravaggio ad Alba

Fino al 29 gennaio la chiesa di San Domenico ospita il "San Giovannino giacente". Il 10 arriva la musica di Uto Ughi. L'11 i Berliner Philarmoniker

Un progetto multimediale che ruota intorno ad un quadro, il “San Giovannino Giacente”, una delle opere meno conosciute di Michelangelo Merisi, detto “Caravaggio” e per questo tra le più indicate per comprendere meglio l'animo tormentato di uno dei più grandi celebri rappresentanti dell'arte occidentale di tutti i tempi. 

Fino al 29 gennaio la Chiesa di San Domenico ad Alba ospiterà la mostra “Verso Caravaggio, la luce del tormento, il san Giovanni Battista giacente”. 

Il quadro è una delle opere che Caravaggio portava con sé quando da Napoli partì per Roma, dopo essere stato vittima di una violenta aggressione. Il dipinto, conservato in una collezione privata maltese, era in possesso del maestro nativo di Milano in occasione del suo sbarco a Palo del 1610. Il quadro nel 1641 si trovava nella Villa Medici di Poggio Imperiale per poi passare nel palazzo mediceo di Livorno. 

Caravaggio nel luglio 1610 si imbarcò su una feluca da porto di Chiaia, diretto a Roma per chiedere la grazia dopo la condanna a morte comminatagli per un omicidio. Con se aveva tre tele destinate al cardinal Scipione, che avrebbe dovuto aiutarlo ad ottenere il perdono papale. Invece a Roma non arrivò mai; morì pochi giorni dopo a Palo e su quella feluca si trovava appunto il San Giovanni Battista giacente.

Acquisito verosimilmente dall’arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, l’opera è descritta nell’inventario di Poggio Imperiale del 1641. 

Per ordine del Gran Principe, nel dicembre del 1698 fu inviato nel Palazzo di Livorno, edificio caro a Ferdinando che ne curò in dettaglio gli arredi; tornò poi a Pitti nel 1723. Nel 1860 il ricco banchiere e massone Henry Benjamin Humphrey acquistava il San Giovannino da Rittenhouse a Boston ad un’asta pubblica. 

Successivamente il quadro veniva donato alla Loggia massonica d’Oriente a Thomaston nel Maine e lì rimane sino al 2009. In quell’anno viene ceduto all’attuale proprietario che risiede a Malta. 

Intorno al dipinto è stato creato un progetto multimediale dal carattere interattivo con proiezioni, tavoli interattivi, video informativi e ricostruzioni tridimensionali ed olografiche, per conoscere gli aspetti più nascosti di uno dei più grandi artisti della storia. 

La mostra è organizzata da Piemonte Musei e curata da Roberta Lapucci, storica dell’arte e restauratrice fiorentina, è stata realizzata grazie al sostegno dell’Associazione Be Local, presieduta dall’imprenditore Gerogers Mikhael. Alla realizzazione hanno collaborato anche L’Associazione Insieme e l’Ordine dei Cavalieri delle Langhe.

Sempre nella Chiesa di San Domenico, nell'ambito del progetto "La Santità Sconosciuta" nei prossimi giorni si aggiunge la musica: il 9 dicembre ci sono "I Neri per Caso", il 10 Uto Ughi e la sua Orchesta. L'11 i Berliner Philarmoniker.