La protesta di una cinquantina di studenti contro i rincari

Gli studenti occupano la mensa universitaria a Torino

I contestatori: "Aumenti di oltre il 40 per cento, rincari inaccettabili"

Gli studenti occupano la mensa universitaria a Torino
Tgr
La mensa occupata in via Principe Amedeo a Torino

Si tratta del primo atto della protesta messa in scena nel pomeriggio di ieri dagli studenti universitari totinesi. Così dicono. D'altronde, di atti precedenti ce ne erano stati già due: due presidi sotto la regione in Piazza Castello. Entrambi non approdati a nulla in termini di dialogo con le istituzioni. Così alla fine hanno deciso di occupare la mensa universitaria di 'Principe Amedeo', nel centro di Torino, per protestare contro i rincari delle mense Edisu. Aumenti consistenti in oltre il 40 per cento. Per gli studenti nella fascia Isee più bassa da 1,80 a 2,50 e la fascia più alta oltre i sette euro. Aumenti non giustificati per gli studenti dal momento che - dicono - le aziende appaltatrici non hanno applicato cosìi maggiori. Un atto collettivo e deciso in assemblea da una cinquantina di studenti. Dietro la protesta quattro collettivi: il Collettivo Universitario Autonomo, Noi Restiamo, Studenti Indipendenti e il Fronte della Gioventù Comunista. 

Un atto che intende rispondere allle dichiarazioni dell'assessore regionale all'istruzione Elena Chiorino, che il 28 ottobre scorso aveva invitato i ragazzi a non manifestare e a studiare. Di seguito uno stralcio del comunicato.

"Cari ragazzi non si vive di solo "dirittismo": imparate, invece, a vivere nel mondo reale fatto di persone che lavorano. Imparate, piuttosto, a rimboccarvi le maniche per aiutare chi ogni giorno s'impegna a garantirvi di poter studiare. Perché gridare allo scandalo per pagare 2.15 euro un pasto completo in mensa universitaria è letteralmente un insulto alla povertà, un'offesa a quei genitori che per i propri bambini pagano più del doppio, uno schiaffo a chi ogni giorno si alza presto per mantenere in vita la propria attività, per pagare le bollette, a volte per sopravvivere, nemmeno vivere."

Un messaggio che per i ragazzi sarebbe offensivo dal momento che molti dei loro genitori - dicono - sono tra coloro che con questa crisi rischiano il posto di lavoro e fanno i salti mortali per arrivare a fine mese.


L'occupazione - spiegano  - nasce “dopo mesi di mobilitazione contro l'inaccettabile aumento dei prezzi delle mense”. Ieri il Coreco (Comitato regionale di controllo, ndr) - aggiungono gli autori della protesta - "ha votato in favore degli
aumenti che saranno a breve oggetto di delibera in Giunta Regionale". Per gli studenti "questo è l'ultimo passaggio prima
dell'effettiva messa in pratica dei rincari, già nei programmi del presidente di Edisu Sciretti da diversi anni e che hanno
visto nella scusa dell'attuale crisi il movente perfetto per giustificare un atto di pura speculazione".
 

"Tutti possono protestare legittimamente. Lo abbiamo sempre affermato - replica il presidente Edisu Piemonte, Alessandro Ciro Sciretti - Ma se qualcuno interrompe il servizio questo non è accettabile. Per questo agiremo in difesa di questo servizio e dell'interesse degli utenti". 

Sul posto la situazione è monitorata dalla Digos. I ragazzi rischiano una denuncia per interruzione di pubblico servizio.

Una mobilitazione che è una scelta politica ed è il primo atto di una protesta nata a settembre e cresciuta in sordina tra sit in e blitz in assessorato. Uno scontro che per l'assessore è politico e non di merito, come ha spiegato alla Tgr in un'intervista (nel servizio).

Intanto per domani giorno in cui dovrebbe passare l'aumento in giunta regionale, gli universitari hanno annunciato un corteo dalla mensa fino a palazzo Lascaris.

 

Le immagini della protesta e l'intervista ad uno degli studenti girate da Luciano Gallian

 

Il servizio con l'intervista all'assessore al lavoro e all'istruzione Elena Chiorino