Quarta tappa del suo tour da scrittore

Renzi a Torino non si sbilancia sulle regionali, ma punta alle europee

Tutto esaurito per il leader di Italia Viva che presenta la ristampa del suo libro "Il Mostro". Dall'assoluzione dei genitori Tiziano e Laura al caso di David Rossi, più una decina di pagine sull'incontro, in autogrill, con Marco Mancini

Renzi a Torino non si sbilancia sulle regionali, ma punta alle europee
Tgr
Un momento della presentazione libro di Matteo Renzi "Il Mostro" al teatro San Giuseppe a Torino

Applausi scroscianti è l'accoglienza a Matteo Renzi dei Torinesi al Teatro San Giuseppe, dove va in scena la presentazione della nuova e riveduta edizione de “Il Mostro”, il libro aggiornato all'assoluzione dei genitori Tiziano e Laura, più una decina di pagine sull'incontro, in un autogrill, con Marco Mancini, e altre vicende come quelle di Open che racconta senza troppi indugi e sconti il sistema giustizia italia e quello che la magistratura gli ha fatto, che - parole sue- è sconvolgente. 

Un Renzi diverso quello che arriva a Torino, penultima città nel tour della settimana cominciato lunedì a Firenze, rilassato nel giorno in cui la Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso che ha fatto il Senato per violazione dell'articolo 68 della Costituzione, sull'uso di chat e email, da parte della procura fiorentina risalenti al periodo in cui era senatore.

"Ci sono dei magistrati - ha detto il leader di Italia Viva ai giornalisti prima di iniziare la presentazione- che non hanno rispettato le sentenze della Cassazione. Piano piano la verità arriva, bisogna solo avere pazienza"

Una pazienza che dice a lui non manca. Questione di tempo. Come per le regionali su cui glissa forse perché di tempo avanti c'è ne è ancora abbastanza per svelare ora gli schieramenti anzitempo in mancanza di una Moratti piemontese, per ora non pervenuta. 

"Alle Europee faremo la differenza - ha aggiunto -scommetto che potremo essere il primo partito di questo Paese ecostruire una rete europea con Macron e gli altri leader europeicontro i sovranisti. Lavoriamo per gli Stati Uniti d'Europa".

Un mantra questo che ripete dal palco dove ritrova la verve che lo contraddistingue. Tra battute e frecciatine ne ha per tutti. Orlando, Conte, Letta, non si salva nessuno con un pronostico su giorgia meloni che perderà colpi a vantaggio di un terso polo  alternativa a una sinistra sempre più vicina ai cinque stelle e una destra sovranista. Alla fine ci scappa pure un mea culpa sull'arroganza per l'affluenza sbagliata al referendum che ha sancito la fine della sua ascesa, ma non del renzismo.