Archeologia

San Casciano dei Bagni, il mistero del perfetto stato di conservazione dei 24 bronzi

Come hanno fatto i reperti a rimanere quasi intatti? C'entra l'acqua bollente ma non solo. Lo abbiamo chiesto a una fisica del CNR che da decenni si occupa di diagnosi e corrosione dei reperti in bronzo. Tgr Leonardo.

San Casciano dei Bagni, il mistero del perfetto stato di conservazione dei 24 bronzi
Rainews
Uno dei bronzi ritrovati a San Casciano dei bagni

Le 24 statue in bronzo ritrovate a San Casciano dei Bagni cambiano la storia e l'archeologia, e sono una sfida anche per la scienza. 
Chimici e fisici si preparano a mesi, forse anni di studi e analisi di laboratorio, per capire come hanno fatto i reperti a rimanere quasi intatti.Sicuramente l'ambiente unico delle terme - acqua bollente, fanghi, vasche sigillate - ha dato il suo contributo, ma è stata la chimica degli elementi, ph compreso, a fare la differenza. 
A San Casciano i sedimenti fangosi attivati dal calore dell'acqua hanno contribuito a creare un ambiente protettivo. Ora, spostate dalle vasche che per duemila anni hanno donato loro equilibrio, le statue dovranno trovarne uno nuovo, un ambiente che rallenti i processi di degrado e corrosione che si attivano quando la superficie del bronzo torna a contatto con l'atmosfera. Poi la sfida sarà analizzare la patina minerale che avvolge le statue, quella pelle protettiva che si forma quando il bronzo reagisce all'ambiente circostante.
Patina che a San Casciano si è formata compatta e omogenea, non porosa, e ha impedito la mineralizzazione degli strati profondi delle statue, avvolgendole ermeticamente. Tante le ipotesi da verificare. 

Servizio di Alessia Mari

Montaggio di Massimo Carnemolla

Intervista con Paola Letardi - Fisica CNR Istituto impatti antropici