Tav, si dimette la sindaca di Bussoleno: "Non cedo ai ricatti"

Bruna Consolini: "Il Comune non si trova nelle condizioni di potere fare una libera scelta" sulle opere compensative

Tav, si dimette la sindaca di Bussoleno: "Non cedo ai ricatti"
Tgr Piemonte
Bruna Consolini

La questione delle opere di compensazione per la Tav Torino-Lione lascia Bussoleno, in Valle di Susa, senza sindaco. La prima cittadina, Bruna Consolini, ha annunciato le sue dimissioni nell'aula consiliare, prima della riunione dell'assemblea cittadina, alla quale era intervenuto un nutrito gruppo di esponenti del movimento No Tav. In aula la sindaca ha difeso la delibera di giunta per l'approvazione della convenzione con la Regione Piemonte per la tutela e il ripristino del territorio, con interventi di cui si "ribadisce l'urgenza e l'indifferibilità". Ma la sindaca ha stigmatizzato il fatto che le risorse "debbano essere sostenute da erogazioni assoggettate alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione configurando una posizione ricattatoria nei confronti del Comune di Bussoleno, che non si trova nelle condizioni di potere fare una libera scelta". 

"Ritenevamo che avesse senso ragionare insieme, pur con distonie che peraltro sono state superate - ha spiegato la sindaca, che ha poi pubblicato il suo intervento sul sito web del Comune - Comunque il clima attuale è tutt'altra cosa e io in particolare non intendo fare il sindaco in un fortino presidiato. Il Comune di Bussoleno non è un cantiere Tav, da circondare con il filo spinato". 

A sostegno di Consolini è scesa in campo la consigliera regionale del Movimento 4 Ottobre Piemonte, Francesca Frediani: "La tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini - scive in una nota - non si possono barattare con le mancette derivanti dall'imposizione di un'opera che va in direzione opposta e che porterà devastazione in valle".

Sul versante opposto, Mino Giachino, fondatore del movimento SìTavSìLavoro, scrive: "Non hanno vinto i #NOTAV, hanno perso #BUSSOLENO e la #VALSUSA. La TAV si farà perché la vuole la stragrande maggioranza degli italiani e oggi costerà la metà grazie ai nuovi contributi della #Europa".