Il progetto pilota a Torino

Un "Mobile Angel" per le donne vittime di violenza

Il dispositivo ha un sistema di allarme coordinato dalla Procura per attivare i Carabinieri e intervenire tempestivamente. Alle Gru di Grugliasco nasce un punto di ascolto protetto

Sono estremamente fragili le donne che denunciano violenze. Per questo non vanno lasciate mai sole. Da oggi c'è uno strumento in più: un braccialetto elettronico per sentirsi più sicure. Basterà toccarlo. E in caso di aggressione, sarà il dispositivo stesso - il “Mobile Angel” - a rilevare un movimento anomalo e ad attivare la chiamata. Subito partirà una pattuglia.

Non possiamo mostrarlo per non renderlo riconoscibile. Ma alla presentazione dell'iniziativa coordinata dalla Procura c'erano tanti studenti del liceo artistico Cottini, hanno realizzato loro le locandine dei carabinieri contro la violenza di genere.

15 i braccialetti per le prime donne che vorranno aderire al progetto pilota realizzato dall'Arma in collaborazione con Fondazione Vodafone e l'associazione Soroptimist e presentato in una caserma, quella di Corso Brunelleschi, ormai simbolo del contrasto alla violenza sulle donne. Nacque qui nel 2014 la prima stanza protetta per chi denuncia. Oggi ce ne sono 175 nelle caserme di tutta Italia.

Nel servizio le interviste ad Anna Maria Loreto, procuratore della Repubblica Di Torino, e al Generale Claudio Lunardo, comandante Provinciale Carabinieri Di Torino

Un sala d'ascolto protetta alle Gru di Grugliasco

Per aiutare le donne a uscire dall'incubo della violenza, i carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno allestito in alcuni centri commerciali, tra cui Lingotto e Le Gru, dei punti informativi. Un'occasione anche per distribuire le locandine realizzate dalle ragazze e dai ragazzi del liceo torinese Contini.

A Grugliasco, in particolare, è stata anche realizzata una stanza per ascoltare in maniera protetta le persone che sentono la necessità di parlare con le forze dell'ordine in modo del tutto riservato.