Ivrea

Violenze in carcere, la rabbia di una madre: "Il calvario di mio figlio detenuto"

Massimiliano Solla avrebbe subite violenze psicologiche per anni. E ha iniziato a denunciare. Silvana Saldini: "Si è messo contro il carcere, contro l'istituzione... E quindi ha avuto tutti addosso".

Hanno cominciato a togliergli il lavoro, il computer, tutto quanto... Gli mandavo i pacchi e non ritiravano la merce. A un certo punto ha cominciato a fare delle denunce. Chiaro che si è messo contro il carcere, contro l'istituzione... E quindi ha avuto tutti addosso".

Silvana Saldini è la mamma di Massimiliano Solla, uno dei detenuti di Ivrea che avrebbero subito violenze per anni. Nel suo caso psicologiche, ma ad altri sarebbe andata molto peggio. Massimiliano è riuscito a rompere il muro di omertà nel carcere. Ha presentato cinque denunce tramite il suo avvocato. Ha scritto anche un memoriale affidato alla madre. Poco tempo fa Massimiliano, che deve scontare dodici anni per truffa e altri reati, è stato trasferito nel carcere di Biella. Ma anche lì non sarebbe al sicuro.

"Tre personaggi si sono avvicinati a lui, sempre detenuti, e gli hanno detto qualcosa per istigarlo. Lui non ha fatto ovviamente niente, però c'erano lì le guardie e nessuno si è mosso". Teme che sia a rischio ritorsioni? "Certo che sì. Non è giusto che facciano queste cose qui. E' gravissimo. E lo dico non solo per mio figlio, che sono di parte. Per tutti coloro che stanno dentro".

La Procura continua a indagare, la materia è delicatissima. Da parte loro i sindacati di polizia penitenziaria confermano la fiducia nel lavoro della magistratura ma chiedono di non criminalizzare un intero corpo di polizia dello Stato, ruolo e lavoro essenziale per la sicurezza della collettività.