Il 16 dicembre

A Racconigi entra in scena il Re di Pietra

Alla Soms uno spettacolo teatrale dedicato alla montagna più famosa del Piemonte: il Monviso. Una presenza che da millenni osserva l'umanità, e cosa la spinge all'autodistruzione. Un inno alla natura dove fa capolino la speranza

A Racconigi entra in scena il Re di Pietra
Progetto Cantoregi
L'attore Alessio Giusti.

Progetto Cantoregi torna in scena. Il nuovo spettacolo il Gigante viene proposto in prima nazionale venerdì 16 dicembre 2022 alle ore 21 alla Soms di Racconigi (Via Costa 23), con la regia di Fabio Ferrero e l’adattamento di Marco Pautasso. Tratto dal libro la Leggenda del Re di Pietra di Silvia Bonino, edito da Araba Fenice, lo spettacolo è un inno alla natura, un monito al rispetto dell'ambiente, una riflessione sui rapporti tra la natura stessa e gli uomini e un omaggio al protagonista delle terre cuneesi e del Basso Piemonte: il Monviso, soprannominato il Re di Pietra che, con il suo inconfondibile e
familiare profilo si staglia imponente sulle Alpi Occidentali. Proprio il Monviso è al centro della scena e prende la parola attraverso un intenso monologo affidato all’attore Alessio Giusti, in dialogo costante con il vento del sud, il vento del nord, quello dell’est e quello dell’ovest, a cui danno voce gli attori Irene Avataneo, Elide Giordanengo, Manlio Pagliero e Federico Scarpino.

La montagna che tutto osserva

Il Monviso si rivela un protagonista sensibile e attento alle vicende umane. Osserva donne e uomini con viva partecipazione da millenni, aiutato dai quattro amici venti che gli fanno visita e gli raccontano dell’uomo. L’essere umano suscita l’ammirazione del gigante per i progressi di cui è stato capace, fino a quando la ricerca incessante del benessere e della ricchezza materiale, portata avanti dall’uomo nel totale disinteresse della terra, romperà l’equilibrio con la natura, dimenticando di esserne anch’essi parte. La Leggenda del Re di Pietra accompagna gli spettatori attraverso le vicende dell’umanità, fino alla catastrofe che gli uomini stessi hanno generato, provocando la propria sparizione. Ma forse non tutto è perduto e un nuovo inizio può essere possibile.