La multinazionale

Accordo in Skf per 170 uscite volontarie. Gran parte, 139, sono in Piemonte

La società è leader nella produzione di cuscinetti a sfera. Approvato un turn over al 60%. Alcuni stabilimenti saranno accorpati

Accordo in Skf per 170 uscite volontarie. Gran parte, 139, sono in Piemonte
Tgr Piemonte
Skf produce cuscinetti a sfera

Skf, multinazionale leader mondiale nella produzione di cuscinetti a sfera, ha annunciato l’intenzione di avviare un percorso di uscita per 170 lavoratori in Italia, di cui 139 basati in Piemonte, di cui 170 in Italia e in particolare 139 a Torino. In tutto sono circa mille i dipendenti coinvolti a livello mondiale. Lo ha reso noto oggi l’azienda durante un incontro con le organizzazioni sindacali che si è svolto all’Unione industriale di Torino.

L’accordo tra le parti prevederà un turn over minimo del 60 per cento per gli operai in uscita a livello regionale e delle assunzioni sulle nuove tecnologie incentrate sulla transizione ecologica per quanto riguarda lo staff. Nell’ambito della riorganizzazione che il gruppo sta completando in Italia, i sindacati hanno chiesto la ricollocazione di tutti i lavoratori coinvolti. L’operazione, incentrata sulla riduzione dei costi aziendali, è partita a marzo 2021 con l’annuncio di un nuovo stabilimento dei Super precisi ad Airasca e prevede l’accorpamento del sito di Pianezza e Villar Perosa. È previsto il trasferimento della produzione dei giunti omocinetici di Poggio Rusco (Mantova), sempre ad Airasca nel sito automotive, e il trasferimento del sito di Moncalieri all’interno del perimetro aziendale.

Dichiara Vito Benevento, coordinatore nazionale Skf per la Uilm: “Abbiamo chiesto all’azienda nuove assunzioni per affrontare la trasformazione tecnologica in corso e in considerazione degli accorpamenti che il gruppo sta definendo in alcune realtà. Come in altri gruppi, la Uilm ha rivendicato che, a fronte di fuoriuscite volontarie, vi siano nuovi ingressi di lavoratori. Oltre al mantenimento dei posti di lavoro, è nostra responsabilità garantire un futuro ai giovani. È altrettanto doveroso da parte dell’azienda manifestare lo stesso senso di responsabilità nella gestione della transizione ecologica. Abbiamo ottenuto come minimo il 60 per cento di nuovi ingressi a fronte delle uscite tra gli operai, e nuove figure professionali destinate alla transizione ecologica sugli staff”.

Davide Provenzano, segretario generale Fim-Cisl Torino, aggiunge: “Questo nuovo accordo è stato raggiunto grazie ad alcune garanzie che riteniamo fondamentali. L’investimento su Airasca e il cambio di mix generazionale. In questi anni va monitorato attentamente il perimetro occupazionale del gruppo al fine di garantire la presenza numerica e professionale degli addetti”.

Sottolinea Pino Lo Gioco, coordinatore nazionale Skf per la Fiom-Cgil: “L’accordo sulle uscite volontarie è l’ennesimo strumento per accompagnare i lavoratori al trattamento di quiescenza e stabilizzare l’occupazione nei siti interessati, anche se dobbiamo registrare un ennesimo calo di occupazione a livello nazionale, ottenendo le garanzie sul piano industriale e gli investimenti sui progetti”.

Per Fali Fismic Confsal parla il segretario Ivan Verney: “L’accordo di uscite volontarie ed incentivate di personale in Skf per gestire un problema strutturale sullo staff ed un ricambio generazionale e di competenze tecniche sul personale di officina, è un accordo positivo che ha anche permesso di avere ulteriori certezze sulla nuova fabbrica dei Precisi in Airasca e consentirà un ulteriore sviluppo dei business aereo spazio e ferroviario. Permane la criticità sul settore automotive, anche se i dati attuali non comportano ulteriori criticità occupazionali”.