Aveva 89 anni

E' morto il cardinale Poletto. Fu arcivescovo di Torino e vescovo di Asti e Fossano

Quando si insediò disse: "Vengo tra voi con nessun'altra intenzione che fare della mia vita un'offerta gradita a Dio".

Dopo una lunga malattia si è spento nella sua casa di Testona, frazione di Moncalieri (Torino), il cardinale Severino Poletto. Aveva 89 anni. Fu vescovo di Fossano prima e di Asti poi e arcivescovo di Torino dal 1999 al 2010, come successore del cardinal Giovanni Saldarini e fu succeduto a sua volta dal vescovo Cesare Nosiglia. Ha partecipato agli ultimi due conclavi.

Nato a Salgareda, in provincia di Treviso, il 18 marzo 1933, ultimo di 11 figli (di cui due morti in tenera età), nel 1952 si trasferì con la famiglia in Piemonte, dapprima a Rosignano Monferrato e poi a Terranova di Casale. I genitori cercavano quel lavoro che all'epoca scarseggiava nel nord est d'Italia.

Nell'omelia della messa di ingresso come arcivescovo, celebrata sul sagrato del Duomo del capoluogo, si presentò dicendo: «Vengo tra voi con nessun'altra intenzione che fare della mia vita un'immolazione, un'offerta gradita a Dio. Desidero professare davanti al Signore e a voi che così io intendo vivere il mio servizio episcopale: come un'offerta totale della mia vita, fino all'ultimo respiro, per annunciare Gesù Cristo e per cercare esclusivamente di esservi guida ed esempio per aiutarvi a camminare nella sequela di Cristo, unica condizione per raggiungere la salvezza».

Ricevuta l'Ordinazione presbiterale dal vescovo Giuseppe Angrisani il 29 giugno 1957, fu inviato come viceparroco a Montemagno e vi restò per quattro anni. Venne nominato, nel 1965, parroco a Maria SS. Assunta in zona Oltreponte di Casale, zona di immigrazione e di residenza operaia. Nel 1977 conseguì la licenza "summa cum laude" in Teologia morale all'Accademia Alfonsiana presso la Pontificia Università Lateranense; nell'autunno del medesimo anno fu nominato Delegato Vescovile per la pastorale.

La «stagione episcopale» comincia nel 1980: a 47 anni Poletto è nominato dal Papa (3 aprile) Vescovo Coadiutore di Giovanni Dadone, Arcivescovo - Vescovo di Fossano. Il 17 maggio 1980, nella Cattedrale casalese di Sant'Evasio, l'Arcivescovo di Torino Cardinal Anastasio Alberto Ballestrero conferiva a Poletto l'ordinazione episcopale ed il successivo 22 giugno la diocesi di Fossano lo accoglieva come Pastore.

Il 16 marzo 1989 gli fu affidata la diocesi di Asti e l'11 giugno successivo vi iniziò il ministero pastorale. Il 25 e 26 settembre 1993 accoglie il Papa ad Asti: durante quella visita Giovanni Paolo II proclamò Beato l'astigiano monsignor Giuseppe Marello, fondatore degli Oblati di San Giuseppe.

Nel 2000 Poletto accoglie gli scienziati riuniti da tutto il mondo per il primo Simposio internazionale di studi sindonici e, durante l'ostensione, numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi venuti a guidare il pellegrinaggio delle loro comunità alla reliquia. In particolare giunge, per la prima volta in Italia in visita ufficiale, la delegazione del Patriarcato ortodosso di Mosca, guidata dal Metropolita Kirill.

Il 21 gennaio arriva la notizia della creazione a Cardinale: un «onore» che l'interessato ha voluto dedicare, più che a se stesso, alla diocesi tutta e alla città di Torino. L'Arcivescovo riceve la berretta cardinalizia nel Concistoro del 24 febbraio 2001, sul sagrato della basilica di San Pietro, insieme con altri 36: sono i primi cardinali del terzo millennio cristiano.

Partono, a Torino, le consultazioni per la costruzione di una nuova parrocchia nella zona di nuova espansione della città, l'attuale Santo Volto, opera dell'architetto Mario Botta, che fu inaugurata nel 2006. La nuova parrocchia diventa anche la sede degli uffici della Curia metropolitana, poco accessibile a causa delle limitazioni di traffico nel centro storico.

Poletto ha anche partecipato a due conclavi: nel 2005 quando fu eletto papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, e nel 2013 all'elezione di papa Francesco, ovvero Jorge Mario Bergoglio.

L'11 ottobre 2010 papa Benedetto XVI accoglie la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Torino, presentata per raggiunti limiti d'età; gli succede l'arcivescovo Cesare Nosiglia, fino ad allora vescovo di Vicenza.

Servizio di Matteo Spicuglia, montaggio di Paola Messina.