L'anno prossimo occhi sulla Parigi Roubaix

#Piemonte2022, l'anno di Filippo Ganna

Il record dell'ora è solo l'ultimo di una fila lunghissima di successi per la freccia di Verbania, l'uomo più veloce del mondo in bicicletta.

L'ultimo titolo è arrivato l'8 ottobre: l'uomo più veloce del mondo, in sella ad una bicicletta. Un'altra pagina di una grande carriera, di un grande campione, di Filippo Ganna. Con lui in Svizzera a Grenchen la sua squadra, lo staff della Nazionale, a spingerlo verso l'impresa. Il viso stravolto dalla fatica e quel cartello che è una sentenza: 56 chilometri e 792 metri percorsi in un'ora. Nessuno ha mai fatto più strada in 60 minuti. Ad aiutarlo una bici speciale, un prodigio della tecnologia made in italy. Ma il motore è lì, nelle gambe, nei polmoni e nella testa di questo ragazzo di Vignone che sei giorni dopo ha conquistato il suo quinto mondiale nell'inseguimento individuale su pista. Era il 14 ottobre. Sei giorni per scrivere la storia, sei giorni per dire a sé stesso e sopratutto agli altri che Top Ganna, Pippo, Filippo, non è mai andato via. 

Le delusioni per il settimo posto nella crono mondiale su strada da campione uscente o quella maglia gialla sfuggita alla prima al "tour de France" sono di altri. Lo ha ribadito pochi giorni fa, alla consegna dei premi USSI per i migliori atleti piemontesi dell'anno: “La passione è continuata a crescere, vorrei far vedere qualcosa di grande ma sopratutto a volte far star zitte alcune persone che son sempre pronte a criticare anziché dare una mano quando le cose vanno male”. 

Una determinazione che sta tutta nella scelta di farsi operare agli occhi poche settimane fa per sistemare la vista e dire addio alle lenti a contatto. Un accorgimento che è ricerca della perfezione estrema. Una preoccupazione in meno per la freccia azzurra tornata in sella l'8 dicembre in occasione del ritiro pre-stagionale in Spagna dopo un mese di stop. La prima gara il 22 gennaio in Argentina, alla Vuelta San Juan. Poi il primo amore, la pista, agli europei in Svizzera dall'8 al 12 febbraio. E poi il ritorno su strada: il ritorno al Giro dopo l'assenza nel 2022 per il sogno in giallo del Tour. 

Prima della Corsa Rosa le grandi classiche, per le quali è in programma un lavoro specifico per migliorare il finale di gara e lavorare sull'intensità. Quel sogno che è la conquista dell'inferno del nord, la Parigi-Roubaix, da lui definita "sadica, da mani distrutte e dolori ovunque" ma che continuerà ad attirarlo finché non la conquisterà per avere il trofeo più ambito: la targhetta nelle docce, ultimo simulacro del ciclismo che fu. Una tesi di laurea per i campioni assoluti di questo sport. Un anno pieno di appuntamenti, di obiettivi, di sogni, per scrivere altre pagine straordinarie di sport. Filippo Ganna c'è: “Seguiteci, dai. Vi facciamo divertire”.