La morte della piccola precipitata da un ballatoio

Per la morte della piccola Fatima rinviato a giudizio il compagno della mamma: "Omicidio volontario"

Mohssine Azhar, 33 anni, andrà a processo davanti alla Corte d'Assise

Per la morte della piccola Fatima rinviato a giudizio il compagno della mamma: "Omicidio volontario"
TGR
I fiori sul luogo della tragedia il 15 gennaio 2022

Lucia, la mamma di Fatima, sotto la pioggia e non vuole parlare con i giornalisti. Il compagno Mohssine Azhar, 33 anni, dovrà rispondere il prossimo 25 gennaio dell'accusa di omicidio volontario. E' stato rinviato a giudizio. 

Sarà la prima udienza del processo in cui si discuterà, tra le parti, se c'era l'intenzione di uccidere oppure no. La pubblica accusa, tramite le perizie mediche, avrebbe dimostrato che la caduta della bambina dal balcone del quinto piano, del condominio di via Milano a Torino, era compatibile con un gesto volontario. Fatima dunque per i magistrati è stata gettata di sotto. È pure il sospetto della mamma di Fatima, anche se all'episodio non era presente. “Mohssine mi ha fatto un dispetto - aveva detto agli inquirenti - perché avevamo litigato”. 

L'imputato oggi in aula non c'era, è in carcere, c'era il suo avvocato Alessandro Sena. 

La prima udienza del processo si terrà a quasi un anno dalla morte di Fatima. Quel giorno Mohssine Azhar era in casa con amici, avrebbe fumato droga e bevuto alcolici. Poi si sarebbe stato raggiunto dalla bimba sul balcone. La presa sarebbe sfuggita nel gioco e Fatima finì nel cortile dopo un volo dal quinto piano. Una fatalità dice l'avvocato che difende il marocchino. Azhar non voleva uccidere.