Il caso

Frodi bancarie, attenzione allo "spoofing"

Consiste nella richiesta di soldi o dati del conto corrente fingendosi qualcun altro. È il principale motivo di ricorso all'Arbitro bancario finanziario di Torino

Il principale motivo di ricorso al collegio di Torino dell'Arbitro bancario finanziario è lo spoofing. Deriva dalla parola inglese spoof, presa in giro. 

È una frode: il truffatore chiede soldi o dati bancari via mail, telefono o sms falsificando il mittente, fingendo cioè di essere qualcun altro, come la banca della vittima. Mai fidarsi di chi chiede dati in questa maniera, avverte la Banca d'Italia, a cui è affidato il funzionamento dell'Arbitro bancario finanziario, un sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie attraverso il quale si può chiedere il rimborso di quanto sottratto. 

Un fenomeno in un crescita, in una regione, il Piemonte, che vede due province, Torino e Verbano-Cusio-Ossola, al secondo e terzo posto, dietro Gorizia, nella classifica per truffe e frodi informatiche denunciate in rapporto alla popolazione nel 2021, secondo l'ultimo indice della criminalità del Sole 24 Ore.

 

Servizio di Ludovico Fontana, immagini di Guido Cravero, montaggio di Giancarlo Raviola
Intervista a Marilena Merlino, dirigente Banca d'Italia