Torino

Il messaggio dell'arcivescovo: "Per Natale tiriamo fuori il bello di noi"

L'intervista a don Roberto Repole: "Nel nostro cuore e nella nostra vita ci sono tante tenebre ma c'è anche la luce"

Aprendo la finestra possiamo vedere povertà, malattia, delusione, solitudine. Ma c'è una luce nel buio della notte di chi è in difficoltà. E' la luce del Natale, sostiene l'arcivescovo di Torino, Roberto Repole, che richiama all'accoglienza nella Capanna di Betlemme intorno a noi.

"Il messaggio che vorrei lanciare è proprio questo: Dio entra in questa nostra umanità così com'è. E ci entra per renderci responsabili, potremmo dire, di un'accoglienza nei suoi confronti. Ma anche responsabili dell'accoglienza di tutti, soprattutto appunto di chi è solo, di chi è povero, di chi è malato. Sapendo che nel nostro cuore e nella nostra vita ci sono tante tenebre ma c'è anche la luce. E ci sono parti belle di noi, capaci di fiducia, di solidarietà, di vicinanza che forse a Natale possiamo tirare fuori. Questo è davvero l'augurio che faccio a tutti".

Ai credenti l'invito è quello della consapevolezza, della ricerca dei fondamenti della fede: 

"Non possiamo realmente vivere il Natale, accogliere Gesù Cristo se poi dopo non ci disponiamo appunto ad accoglierci gli uni e gli altri. Nella diversità e anche nella fragilità delle nostre vite. Però sapendo che siamo una cosa sola in lui. Mi piacerebbe davvero che sostando nella greppia di Betlemme, nel silenzio della notte di Natale potessimo ritrovare la sorgente di colui che ci fa una cosa sola".