Organizzate dalla comunità iraniana

Torino torna in piazza per dire basta alle repressioni del governo iraniano

Due eventi nel capoluogo nel giorno dei 74 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Flashmob di "Donne, Vita, Libertà"

Due flash mob, a Torino, nel giorno in cui ricorrono i 74 anni della Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani dell'Onu, per dire basta alle repressioni sanguinose in Iran.

Il comitato iraniano le ha promosse davanti a Palazzo Nuovo, in via Verdi, al mattino, e in piazza San Carlo, nel pomeriggio.

Dalla morte di una donna Misha Amini, colpevole secondo la polizia morale di avere indossato in modo non conforme il velo, alla condanna capitale di un giovane di 23 anni, fermato e arrestato in strada, e mandato a morte, senza un processo né la difesa di un avvocato.

Era cominciata come una protesta di genere è diventata la protesta dei giovani dell'Iran che chiedono libertà e diritti.

Le vittime sono oltre 300. Undici gli arresti in carcere, ragazzi che rischiano la pena capitale. 

Per questo la comunità iraniana di Torino chiede agli Stati membri dell'Unione Europa di prodigarsi affinché chiudano le ambasciate iraniane presenti nei loro territorio.

Soltanto, così, dicono gli iraniani che vivono in Italia, si potrà avere uno Stato libero.

Una richiesta forte, un gesto estremo, dicono gli iraniani in Italia, contro un governo che uccide per strada al minimo sospetto di non essere conforme al regime.

Sulla libertà è intervenuto il Presidente Mattarella, che per la Dichiarazione dei Diritti Umani, proclamati il 10 dicembre del 1948, ha definito inaccettabili i tentativi di sopprimere le voci di coloro che chiedono libertà.

Nel servizio le interviste a  tre attiviste iraniane che vivono a Torino: Miri Masoudeh,  Saghi Zavareh e Samira Hosseinzadeh