Un'eccellenza piemontese

Istituto di Medicina dello Sport di Torino, una storia lunga 60 anni

Un viaggio lungo l'evoluzione della medicina e dell'attività fisica con un occhio alle sfide future, raccontata in un convegno

Istituto di Medicina dello Sport di Torino, una storia lunga 60 anni
Ansa
Medici dell'Istituto al lavoro

Spegne 60 candeline l'istituto di medicina dello sport di Torino. 60 anni al servizio di atleti ed amatori, accomunati dalla passione per l'attività fisica che nell'istituto hanno trovato un alleato per curare, conoscere e sfruttare al massimo il proprio corpo. Tra i campioni passati dalla struttura ospitata nella pancia dello Stadio Olimpico Stefania Belmondo, Alessandro Del Piero, Rolando Bianchi.

Dalle prime visite posturali con valutazione visiva da parte del medico fino ad arrivare ad esami diagnostici approfonditi con macchinari specifici, la medicina sportiva si è aggiornata di pari passo con l'aumento dell'attività sportiva ed il perfezionamento dell'agonismo, trasformandosi in una scienza multidisciplinare. Così Gian Pasquale Ganzit, Direttore scientifico e sanitario dell'Istituto Medicina dello Sport: “A volte non basta la riparazione la guarigione di una lesione ma è necessaria anche una ripresa dell'efficienza fisica funzionale. E quindi è altrettanto importante che l'atleta quando riprende abbia un condizionamento cardiocircolatorio ottimale. Allo stesso modo siamo più attenti all'alimentazione e quindi alle modificazioni della stessa sia in senso quantitativo energetico sia in senso qualitativo in funzione ad esempio di determinati tipi di proteine ovvero di un equilibrio idro elettrolitico”. 

La medicina evolve e si aggiorna anche per affrontare le sfide imposte dall'avvento di nuove discipline. Così il dottor Angelo Bertelli, Direttore dell'Istituto Medicina dello Sport di Torino: “Con queste tipologie di sport che stanno diventando sempre più importanti tipo per esempio il padel che è di grande attualità, dev'essere affrontato in modo adeguato con una buona preparazione, personalmente negli ultimi mesi ho suturato una decina di tendini d'achille rotti”. Lo sport va sempre più veloce ma l'istituto di medicina dello sport di Torino riesce a tenere il passo con grande agilità.