Il caso

Omicidio Melis, ergastolo a Luigi Oste. La mamma della vittima: "Giustizia è fatta"

La Corte d’Assise di Torino ha inflitto in primo grado il massimo della pena al barista. Secondo i giudici fu lui a uccidere il soccorritore della Croce Verde per gelosia

Giustizia è fatta, lui sicuramente è qui con noi che sta guardando". 

La commozione della mamma di Massimo Melis è forte, nell'aula dove la Corte d'assise di Torino condanna in primo grado all'ergastolo Luigi Oste, il barista 62enne che secondo i giudici la notte di Halloween del 2021 ha premuto il grilletto per colpire alla tempia il barelliere della Croce verde dopo aver accompagnato a casa l'amica di cui lo stesso Oste sarebbe stato geloso.

La giudice Alessandra Salvadori ha accolto la richiesta formulata dai pm Chiara Canepa ed Emilio Gatti, per i quali l'imputato avrebbe ucciso lui per punire lei, Patrizia Cataldo, per averlo rifiutato.

Una sentenza che recepisce tutte le richieste della parte civile, che accoglie con soddisfazione il risultato processuale pur riconoscendo che qualsiasi condanna non porterà mai indietro le lancette dell'orologio. 

La sera del 31 ottobre 2021, stando alle accuse, Oste, che non ha mai ammesso la sua gelosia e si è sempre professato innocente, sarebbe passato più volte davanti alle telecamere di sorveglianza che ne riprendono il percorso di andate e ritorno dal suo bar fino in via Gottardo, poco lontano dalla zona dell'omicidio. Passaggi mostrati più volte in questi mesi in aula. 

In aula, durante la lettura della sentenza, Luigi Oste è rimasto impassibile. Il suo avvocato che in mattinata aveva insistito sulla mancanza di prove dirette, ha insistito al riguardo e fa sapere che dopo la pubblicazione della sentenza presenterà appello.