Ipotesi di reato di disastro ambientale colposo

Solvay, la Procura di Alessandria chiude le indagini

Nuovo filone giudiziario sull'inquinamento al polo chimico Solvay di Spinetta Marengo. La procura chiude le indagini. Due indagati. Sono i vertici dello stabilimento

Tutto è partito nel 2020, con un esposto del Wwf, depositato quando il primo processo sull'inquinamento da parte dello stabilimento Solvay si era chiuso con la sentenza definitiva di condanna per disastro innominato colposo. 

Per questo secondo filone d'indagine della procura di Alessandria l'ipotesi è di disastro ambientale colposo e coinvolge i manager Stefano Bigini e Andrea Diotto, ma ci sarebbe una responsabilità anche dell'azienda, interessata, scrivono gli inquirenti, al risparmio dei costi di bonifica e alla maggiore efficacia della produzione industriale.

Sarebbe stato omesso sia il più efficace risanamento della contaminazione precedente del sito, sia il più sicuro contenimento del rilascio dei contaminanti nella falda sotto lo stabilimento e nelle acque a valle. Una vicenda segnalata dall'avvocato Vittorio Spallasso, che oltre al Wwf assiste diversi abitanti della zona.
Fin dal marzo 2019, i monitoraggi di Arpa avrebbero dimostrato la costante presenza di inquinanti riferibili alle produzioni di Solvay nelle acque e nell'aria: sia Pfas sia il cromo, da sempre al centro della battaglie e delle denunce degli ambientalisti. Nel mirino degli inquirenti, stando alla chiusura indagine, anche la tenuta della barriera idraulica che, in diversi casi tra il 2014 e il 2019, si sarebbe dimostrata inefficace. Solo un anno fa, dopo l'intervento del Comune di Alessandria, ci sarebbe stato un processo di revisione e controllo potenziato.

L'azienda sottolinea come la notifica coinvolga solo 2 delle 8 persone inizialmente indagate e si sia escluso il dolo: "Le imputazioni appaiono ridimensionate" scrive Solvay ribandendo la convinzione che i manager abbiano operato con correttezza.
Ora gli indagati avranno 20 giorni per presentare memorie o farsi interrogare e poi la procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio.