Caso Juve

Terremoto Juve, chiesti 12 rinvii a giudizio tra cui Agnelli. Parla Moggi: "E le altre società?"

E spuntano nuove intercettazioni: "Tanto la Consob la supercazzoliamo".

"Tanto la Consob la supercazzoliamo". O magari, ricorrere a qualche principio contabile per "supercazzolarli in maniera più raffinata". Citazioni da Amici miei. Ma, per la Procura di Torino, si parla dello scambio Akè-Tongya: a pronunciare le frasi, carpite da un'intercettazione ambientale, il direttore finanziario della Juventus, Stefano Cerrato, a proposito di una delle plusvalenze finite nel mirino della Procura di Torino.

Scambi di giocatori alla pari a valori gonfiati, mettendo il ricavato subito a bilancio e invece le spese spalmate sugli anni di contratto: "Mettere 4 o 8 in uno scambio è uguale, vammelo a dimostrare", avrebbe detto Paratici. La Procura di Torino ha intanto firmato la richiesta di rinvio a giudizio per 13 dei 16 indagati, tra cui Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Fabio Paratici. Stralciata la posizione di tre componenti del collegio sindacale, Nicoletta Paracchini, Silvia Lirici e Paolo Piccatti, in vista di una possibile archiviazione. Prossimo passo, l'udienza preliminare, che non si terrà prima di gennaio.

Sul fronte societario, intanto, si cerca la quadra. Il nome di Alessandro Del Piero è sempre in pista per un ruolo da vicepresidente. Ma intanto, dopo il duro comunicato di ieri in cui al società definisce "infondate" le contestazioni della Procura, a parlare è John Elkann: "Non sarà necessario nessun nuovo aumento di capitale", ha detto il nipote dell'Avvocato. La guerra continua. E, sempre in un'intercettazione, un altro ex dirigente, Stefano Bertola, si lascia andare a un "Ricordo solo una situazione così brutta: Calciopoli".