L'indagine

Affidi pilotati, chiesto il processo per dieci persone, tra loro la psicologa del caso Bibbiano

Due fratellini nigeriani, vittime di presunti abusi, furono allontanati dalla famiglia naturale e affidati a due mamme: anche per loro chiesto il rinvio a giudizio

Affidi pilotati, chiesto il processo per dieci persone, tra loro la psicologa del caso Bibbiano
Ansa

La procura di Torino ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio relativa al presunto affido pilotato di due fratellini nigeriani, allontanati circa nove anni fa dalla famiglia d’origine. Nell'atto notificato, tra gli altri a Nadia Bolognini, psicologa ed ex moglie dello psicoterapeuta Claudio Foti, condannato a quattro anni in primo grado nel processo sui presunti affidi illeciti di minori a Bibbiano, in Emilia-Romagna, si ipotizzano diversi reati. Tra questi falso, abuso d’ufficio, frode processuale, accesso abusivo al sistema informatico e anche la truffa ai danni non solo dei genitori biologici, ma anche del Comune di Torino che - tra il 2013 e il 2021 – ha erogato alle affidatarie 115mila euro di rimborso spese.

Al momento sono dieci le persone che rischiano il processo, oltre a Bolognini, le due madri affidatarie, una impiegata e l’altra poliziotta, e i funzionari dei servizi sociali della Città di Torino che seguirono il caso. Altri 4 indagati, tre poliziotti e un'avvocata hanno chiesto invece la messa alla prova relativamente al reato di accesso abusivo al sistema informatico.

Una vicenda complessa: i due fratelli, oggi di 11 e 13 anni, all'epoca dei fatti che diedero il via all'allontanamento era stati oggetto di presunti abusi da parte dei genitori biologici. Tutto partì con la separazione della madre naturale dal marito: la donna si rivolse ai servizi sociali torinesi per gravi problemi economici che le impedivano di mantenere i due figli. Così si arrivo al primo affidamento alle due donne, ora indagate e difese dalle avvocate Mariagrazia Pellerino e Donatella Mondini. Secondo gli inquirenti, però, gli abusi che giustificarono la prosecuzione dell’affidamento erano stati inventati e indotti proprio dalle due mamme affidatarie e dalla Bolognini che seguiva il caso. La psicologa ipotizzò che la precoce sessualizzazione dei bambini fosse riconducibile a un abuso del padre biologico.

La pm Giulia Rizzo, che coordina l’inchiesta dei carabinieri, ipotizza anche il reato di maltrattamenti nei confronti dei bimbi, ora in due diverse comunità protette, da parte delle due madri affidatarie. Per i fatti erano state richieste anche delle misure cautelari, trasformate poi in misure interdittive, annullate su istanze delle due legali dalla Cassazione. Entro fine gennaio ci sarà una nuova udienza al tribunale del Riesame, mentre il primo febbraio dovrebbe esserci l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari per l’incidente probatorio chiesto, sempre, dalle avvocate delle mamme affidatarie. Il Gip dovrebbe affidare a un esperto l’incarico di analizzare le condizioni psichiche dei due bambini e chiarire se ci siano stati abusi o maltrattamenti. Si tratta di due passi propedeutici all'udienza preliminare dove si deciderà se mandare i dieci indagati a processo. 

Il servizio di Manuela Gatti dello scorso ottobre, quando si chiuse l'indagine.