Delusione degli autotrasportatori

Autotrasporto: allarme prezzi e tariffe

I rincari di carburanti e pedaggi autostradali rischiano di abbattersi sulle oltre 5500 imprese del trasporto in Piemonte. La protesta di Confartigianato Imprese

Autotrasporto: allarme prezzi e tariffe
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Con il 2023 fare benzina costa 20 centesimi in più al litro rispetto al 2022. Fino alla fine di dicembre, infatti,  il Governo si era impegnato ad abbassare le accise, ma con il nuovo anno si ritorna alla normale applicazione delle accise a cui occorre aggiungere l’Iva.

Per chi possiede un'auto di media cilindrata e fa un pieno di 30 litri, significa aggiungere quasi 6 euro di spesa in più rispetto all'anno precedente.

E con il 2023 sono anche entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggi autostradali con un incremento del 2% sulla A26 e A7.

Per Confartigianato Imprese questa ripartenza all'insegna degli aumenti si aggiunge a code infinite, cantieri perenni, viabilità a singhiozzo e rallentamenti che vivono quotidianamente gli autotrasportatori del Piemonte che imboccano l’autostrada per consegnare le merci in Liguria.

“Molte imprese del trasporto del Piemonte devono percorrere le autostrade A6, A10 e A26 tra rallentamenti e strettoie subendo, per questa situazione di disagio, forti contraccolpi economici. -commenta Giovanni Rosso, Presidente Confartigianato Piemonte Trasporti.  "Voglio ricordare che la nevicata che si è verificata prima di Natale, ampiamente prevista dalle previsioni meteo, ha causato notevoli disagi sulle strade e autostrade, immobilizzando per ore la circolazione, quando si poteva prevenire e intervenire con lo spargimento del sale. Queste situazioni da Terzo mondo non sono più tollerabili!”

“Un inizio d’anno infelice" commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte - Un ennesimo duro colpo per imprese e famiglie, che si aggiunge al rincaro delle altre voci di spesa, a causa delle bollette e dell’inflazione. Ci aspettavamo da parte del Governo ben altri segnali: non provvedimenti di bandiera ma misure concrete che aiutassero i piccoli e piccolissimi imprenditori a sopravvivere e a reggere l’ennesima drammatica congiuntura. Ci saremmo aspettati maggior coraggio nel ‘tagliare le unghie’ alle big del settore degli idrocarburi e ai signori delle autostrade, che senza pudore continuano a tartassare gli utenti. Le 5.511 imprese artigiane del trasporto del Piemonte, insieme agli oltre 10mila addetti, rischiano di essere drasticamente penalizzate da una situazione di perenni rincari che rappresenta l’ennesimo cappio al collo per il comparto che ha subito un ridimensionamento del volume d’affari a causa della crisi generalizzata e che ha patito per la riduzione delle imprese di trasporto locali.”