Dopo lo stop al taglio delle accise

Caro carburante, l'allarme di Confesercenti: "Stangata da 450 milioni"

L'allarme dell'associazione dei gestori: "Aumenti che colpiscono tutti con effetti inflattivi sull'economia. Danni anche per i benzinai"

Caro carburante, l'allarme di Confesercenti: "Stangata da 450 milioni"
Ansa
La protesta dei benzinai

Un pieno di benzina costa 15 euro in più rispetto a 12 mesi fa. Confesercenti lancia l'allarme caro carburante quantificando a livello piemontese una stangata da 450 milioni di euro.

Alla pompa sono tornati i prezzi che si avvicinano o, in alcuni casi, superano i due euro al litro in questi primi giorni del 2023. La decisione dell'esecutivo di reintrodurre la quota piena delle accise determina un aumento di 30 centesimi su un litro di carburante rispetto allo scorso marzo, quando ci fu il primo taglio delle accise e di 18 centesimi rispetto a dicembre

Una stangata quindi da quasi mezzo miliardo di euro per le famiglie piemontesi, secondo le stime dell'ufficio studi di Confesercenti. I rincari in media incideranno su base annua per 300 euro a famiglia rispetto al marzo di un anno fa. Il ritorno delle accise avrà un impatto inflattivo dello 0,4 per cento e costerà ai piemontesi 450 milioni di euro.

Enzo Nettis, presidente di Faib-Confesercenti, l'associazione dei gestori, ritiene che “considerate la crisi energetica ed il proseguimento della guerra, c'è il rischio concreto di nuove impennate delle quotazioni sui mercati internazionali, con ulteriori aggravi per famiglie ed imprese. Abbiamo sperato che la riduzione delle accise potesse diventare permanente e strutturale”. 

“I gestori -continua Nettis- non determinano il prezzo. A loro vanno sempre e solo 3 centesimi e mezzo lordi al litro. Con gli aumenti ci perdono tutti, consumatori, imprese ma anche benzinai perché più cresce il prezzo meno prodotto si vende. Ci aspettiamo un'urgente convocazione dal Governo, come promesso dal ministro Pichetto Fratin: in ballo c'è il futuro della mobilità del Paese, della logistica e delle persone, oltre quello di 250 mila addetti nelle stazioni di servizio, nella raffinazione e nell'indotto di settore”.