Viticoltori in allarme

Coldiretti: no all'etichetta "terroristica" sul vino autorizzata dalla UE

L'Irlanda ottiene il via libera a etichettare il vino come prodotto altamente pericoloso

Coldiretti: no all'etichetta "terroristica" sul vino autorizzata dalla UE
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Il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un'etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze simili a quelle già in uso per il fumo, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue.

Si tratta di un pericoloso precedente e  rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio una filiera che, in Piemonte, conta 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata e vanta 42 Doc e 17 Docg – dichiarano  Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -secondo i quali è del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici, tipico dei Paesi nordici, al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino. In Italia poi proprio il vino è diventato l’emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol e superalcolici. Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate”.

Sempre secondo Coldiretti Piemonte l'autorizzazione della Commissione fa seguito a ripetuti blitz a livello comunitario con l'intento di penalizzare il settore. Precedenti si ritroverebbero nel tentativo di escluderlo dai finanziamenti europei della promozione nel 2023, sventato anche grazie all’intervento della stessa Coldiretti. “Un approccio ideologico nei confronti di un alimento come il vino che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea e conta diecimila anni di storia”.