Automotive

Contratto Stellantis, sindacati: "La trattativa procede". Ma la Fiom attacca

La Uil: "Fino ad ora un buon negoziato". Ma i metalmeccanici della Cgil: "Dall'azienda comportamento antisindacale"

Contratto Stellantis, sindacati: "La trattativa procede". Ma la Fiom attacca
LaPresse
La sede statunitense di Stellantis

E' ripresa a Torino la trattativa con Cnh Industrial, Ferrari, Iveco e Stellantis per il rinnovo del contratto collettivo specifico di lavoro. Sono state convenute alcune modifiche - spiegano in una nota Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr - quali l'incremento dei permessi studio da 40 a 48 ore, l'introduzione del part time verticale come meccanismo di conciliazione vita-lavoro nei reparti produttivi, il rafforzamento delle protezioni legali per le donne vittime di violenza. Sul delicato tema delle relazioni industriali è stata introdotta la discussione che però dovrà ancora svilupparsi e che oggettivamente parte da posizioni differenti.

Le due prossime sessioni di trattativa, del 19 e 20 gennaio e del 30 e 31 gennaio, si terranno separatamente con Stellantis e con Cnh, Ferrari, Iveco, poiché affronteranno i temi dell'inquadramento e del lavoro agile già oggetto di discipline specifiche differenziate per ciascun gruppo; si riprenderà infine in sessione congiunta il 6 febbraio.

"Fino ad ora abbiamo svolto un buon negoziato sulla parte cosidetta normativa, ma le prossime settimane saranno decisive per capire se riusciremo a rinnovare il contratto e a rinnovarlo tempestivamente" commenta Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto.

"La scelta di Stellantis di tenere su un binario morto la trattativa con la Fiom per il contratto è per noi un comportamento sindacale". Lo afferma Michele De Palma, segretario generale della Fiom, a Torino per il congresso dei metalmeccanici Cgil del Piemonte.

"I tavoli di trattativa o servono per trattare o c'è una reazione. Se non c'è una trattativa gli scioperi continueranno. Noi abbiamo presentato una piattaforma e vogliamo che sulle richieste ci sia un tavolo reale di trattativa", ha detto De Palma. "La Fiom non può essere buona quando c'è da gestire una crisi o c'è il Covid, mentre per contrattare non si può fare un tavolo unitario. Il nodo è quello delle sanzioni, ma in questi anni è stata spesso l'azienda a non rispettare il contratto per esempio sulla piena occupazione o sui salari. Noi non possiamo fare le sanzioni all'azienda".

De Palma ha sottolineato che presentare delle piattaforme separate non giustifica i tavoli separati perché in tanti casi, come il contratto nazionale di Federmeccanica, il confronto è stato unitario nonostante le piattaforme fossero diverse. "Non cado nella trappola di dividere i sindacati e i lavoratori perché la piattaforma l'ho presentata all'azienda, è l'azienda che si assume la responsabilità di tenere tavoli separati. Ci convochi tutti insieme".