Entro fine anno il motore a idrogeno torinese. E dall'Europa arrivano 40 milioni

Alla Punch, all'interno della cittadella del Politecnico si sviluppa anche il Diesel Euro 7

Entro fine anno il motore a idrogeno torinese. E dall'Europa arrivano 40 milioni
Tgr Piemonte
Un motore a idrogeno in una delle Sale Prova della Punch di Torino

Un alleato nella corsa alla decarbonizzazione. Ormai pronto per cantieri, strade e mari. A Torino, a due passi dal centro storico e all'interno della cittadella del Politecnico, bombole di idrogeno si inseguono una in fila all'altra. All'interno, nelle sale prove di Punch, ex General Motors, il futuro diventa presente:

“All'interno di Torino abbiamo sviluppato tutta una serie di soluzioni che usano proprio l'idrogeno come sistema di combustibile per i motori  - spiega Pierpaolo Antonioli, amministratore delegato di Punch Torino -. I settori ai quali ci stiamo rivolgendo sono quelli industriali, quelli commerciali e quelli dei trasporti e abbiamo sviluppato anche tutta una serie di veicoli che attualmente usano l'idrogeno e quindi è una soluzione che non è più una pura ricerca ma ha anche applicazioni reali e pratiche. E che presto vedremo sul mercato”. 

“Abbiamo messo insieme le nostre conoscenze sui motori a combustione interna e sull'idrogeno e sull'elettronica per sviluppare delle soluzioni di motori a combustione interna a idrogeno a zero emissioni sia in tecnologia Port fuel injection che in tecnologia di Direct injection - aggiunge Stefano Caprio, direttore operativo di Punch Hydrocells - Il primo sistema di propulsione già a fine del 2023 sarà in produzione e sarà vendibile. Successivamente entreremo con il Direct Injection e questo avverrà nel 2026”.

Un riconoscimento è arrivato anche dall'Europa. La BEI, la Banca europea per gli investimenti, ha messo sul piatto 40 milioni di euro. 30 arriveranno in Piemonte:

“Abbiamo convertito tre delle nostre sale prova per poter funzionare con combustibile a idrogeno - prosegue Caprio -. Con i finanziamenti che sono arrivati la nostra intenzione è di aumentare la nostra capacità di sviluppo per poter arrivare a convertire più celle. Quindi accelerare questo percorso di conversione”.

Il futuro che alla Punch - 1.700 dipendenti di cui 700 sotto la Mole - si aspettano è eterogeneo. Strade in cui convivono idrogeno, che richiede grossi serbatoi non compatibili - ad esempio - con le utilitarie, ed elettrico. Ma anche Diesel: in sviluppo l'Euro7, anche in partnership strategica con Renault: 

“Il motore Diesel fa parte comunque della soluzione per riuscire a ridurre le emissioni di Co2 - Antonioli non ha dubbi al riguardo -. Già i Diesel attuali hanno bassissime emissioni sia di ossidi di azoto sia di Co2. L'Euro7, che entrerà in vigore a partire dal 2025, avrà dei livelli talmente bassi che sarà difficile da misurare. E questo centro che avrà fino a oggi avuto le competenze per sviluppare motori diesel a bassissime emissioni, sta mettendo in atto tutta una serie di strategie per poter raggiungere i prossimi livelli - che son proprio quelli dell'euro7 - al massimo delle performance e al minimo se volete delle emissioni”.  

"Già adesso possiamo dire che il motore Diesel è assolutamente pulito ed efficiente. Con l'Euro7 faremo ancora un passaggio ulteriore per renderlo più efficiente in tutte le condizioni possibili di funzionamento, anche quelle più estreme - è la previsione del direttore Ingegneria Gianmarco Boretto -. C'è molto lavoro che facciamo grazie alla collaborazione con il Politecnico, con l'Università, per andare a migliorare i processi di combustione, i sistemi di post trattamento dei gas di scarico con tecnologie sempre più avanzate e innovative. Il cuore è davvero puntare sull'innovazione e provare a sviluppare le tecnologie che servono per fare quel passo in più. Sui Diesel abbiamo recentemente brevettato un nostro sistema di combustione proprio come Punch Torino. Una camera di combustione ottimizzata che consente di migliorare sia le emissioni sia l'efficenza.