Imbrattavano edifici con scritte contro i vaccini: denunciati sei no vax

Si premuravano di indossare parrucche e tute per non essere riconosciuti dalle immagini delle telecamere

Quando entravano in azione indossavano tute e parrucche, per non essere riconosciuti se ripresi dalle telecamere di videosorveglianza. Per comunicare tra di loro nessun telefono, che restava a casa, ma ricetrasmittenti, per non essere intercettati. Come in un film. Gli uomini della Digos di Torino, guidati dal dirigente Carlo Ambra, hanno fermato e denunciato sei No Vax, sospettati di essere gli autori delle ormai celebri scritte con la doppia “V”cerchiata. Sono accusati di danneggiamento aggravato, invasione di edifici e resistenza a pubblico ufficiale. 

Tutte persone incensurate, che tra di loro si chiamavano “guerrieri” . Nessun legame con l'estremismo né di destra né di sinistra. Ma erano ben organizzati e facevano parte di una rete, secondo gli inquirenti, a livello nazionale. Non sapevano però di essere pedinati. Le indagini sono durate oltre un anno. Tra i denunciati, bloccati dalla Digos mentre alcune notti fa scrivevano sulla facciata della scuola media Alberti, in via Tolmino, (nelle scorse settimane avevano imbrattato i muri dei licei Cavour, Berti e l'Isef) ci sono infermieri e insegnati sospesi, disoccupati, un'estetista. 

Gli episodi 
Sarebbero 23 i raid compiuti, dall'agosto 2021 ad oggi, dal gruppo “No Vax” dei “guerrieri della doppia V cerchiata”, come si definivano nelle chat di Telegram, scoperto dalla Digos di Torino, guidata dal dirigente Carlo Ambra, nei giorni scorsi e che agiva nel Torinese. Oltre un anno di indagini, coordinate dalla Procura di Torino, che ha portato a sei denunce. Una serie di azioni, ultima quella alla scuola media Alberti di via Tolmino, dove due notti fa sono stati fermati. 

Il primo blitz all'hub vaccinale di Moncalieri, il 15 agosto 2021. Poi nell'ottobre il Politecnico di Torino e i licei Massimo D'Azeglio, il Volta e gli istituti tecnici Boselli e Sella. Un escalation che non ha risparmiato neanche la sede del quotidiano “La Stampa” (1 agosto 2022) e le sedi di Cgil Cisl e Uil. Tutti colpevoli, secondo in 'guerrieri' di mentire sui vaccini e sulla pandemia Covid. Un modus operandi identico a quello utilizzato da altri No Vax in altre città italiane. Scritte rosse, sempre più grandi. "Vax uguale morte", "Useranno la tecnologia per ridurvi in prigionia", "Agenda 2030=non avrai nulla e sarai felice", sono solo alcuni esempi. Poi gli articoli dei giornali che riportavano quanto accaduto facevano il giro sui canali Telegram come 'V_V, dove rivendicavano le azioni: "Ovunque si parli della nostra lotta".